Non si sa se facciano apposta, per farci dire che siamo dei pirla, o se ci sia un disegno che prevede ormai la sottomissione all’Islam. Ma tant’è. Nell’istituto comprensivo di Tribiano, nell’hinterland milanese, ai ragazzini di terza media è stato assegnato un compito che lascia sgomenti. Il solo leggerlo fa rabbrividire. La prima parte del testo, giunto in possesso a Libero, recita così: “Nuovo compito: i 5 pilastri dell’Islam. Che cosa dovete fare: ogni gruppo riceverà in assegnazione uno dei 5 pilastri dell’Islam e dovrà presentarlo in modo creativo, raccontando in prima persona come se foste musulmani praticanti”. Già qui, uno si chiede se una cosa del genere possa mai essere vera. Se davvero, in una scuola italiana, all’alba del 2027, ci si debba fingere musulmani e magari - perché no indossare il burqa, fare il Ramadan, pregare cinque volte al giorno, così da poter permettere ai ragazzini di entrare completamente nella parte, e avere un bell’ottimo nella pagella del primo quadrimestre. Un po’ come quei reality “vegani per un giorno”. Gli studenti saranno divisi in gruppi di tre o quattro e per la presentazione dei lavori potranno scegliere: “Diario di bordo”, scrivendo le pagine di un diario personale di un musulmano - wow, magari scrivendo in arabo - oppure “post sui social” o il “messaggio vocale Whatsapp”, narrando a un amico questo entusiasmante esperimento. Gli obiettivi da raggiungere sono: “Conoscere accuratamente il pilastro assegnato”.
Altrimenti vi bacchettano le mani - siamo ironici, sia mai. E soprattutto “mostrare rispetto verso la religione islamica”. Che qui bisognerebbe fare una lezione sul significato della parola “rispetto”. Ossia chiedersi se travestirsi da musulmano per un giorno, sia veramente rispettoso. I genitori che hanno visto i figli ricevere tale compito non ci hanno più visto. “Questo è stato assegnato a mia figlia dall’insegnante di religione - sbotta un padre - io mi rifiuto di farglielo fare e chiederò l’esonero dall’ora di religione, perché mia figlia va a scuola per imparare quella cristiana non per immedesimarsi in una musulmana. Va bene il rispetto delle religioni, ma qui siamo alla follia. Allora la mando a scuola col burqa”.
«È assurdo assegnare un compito in cui gli studenti debbano immedesimarsi in fedeli musulmani - interviene l’europarlamentare della Lega Silvia Sardone - Siamo passati dal togliere i crocifissi dalle aule ad alimentare una sorta di indottrinamento verso l’islam. Noi crediamo da sempre che la nostra identità e la nostra cultura debbano essere tutelate. Eppure, a volte, nelle scuole vengono quasi censurate». «È inaccettabile - sbotta Anna Maria Cisint, europarlamentare Lega - siamo oltre la follia, che tutto questo avvenga nelle scuole, durante le ore di religione cattolica. D’altronde è stata la stessa Cei a preparare le schede per l’insegnamento islamico nelle scuole».




