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La polemica

Facci: "Basta con la nuova casta dei ciclisti da metropoli"

17 Giugno 2014

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Facci:  "Basta con la nuova casta dei ciclisti da metropoli"

A Milano, perlomeno in centro, sono i fighetti e i benestanti a usare la bicicletta, sono loro che scassano l’anima a tutti perché hanno scoperto che Milano non è Amsterdam e che - posso dirlo? - nessuno li sopporta più. Vivono in zone centrali o semicentrali, spesso non hanno colore politico (sono cari a Pisapia e lo erano alla Moratti) e possono permettersi di pedalare senza abbruttirsi sugli orridi mezzi pubblici che premono dalla periferia, maledicendo noi pendolari, noi motorizzati, noi normali. Sono lì, spesso ostentano il loro status da superiori/inferiori e si sentono in diritto di ogni cosa, ondeggiano pericolosamente e caracollano in mezzo alla strada come a dire che l’errore sono gli altri, l’errore siamo noi: noi che ci limitiamo a correre e a brigare come Milano fa da un’ottantina d’anni, in una città che è una città, anzi, una metropoli anche piuttosto disciplinata. Ieri è uscita un’articolessa dell’appassionata ciclista Maria Laura Rodotà (del Corriere, quello che per spostarsi in periferia pretende un ponte aereo) e abbiamo riletto la solita solfa su «l’inefficienza dei mezzi pubblici, l’assenza di parcheggi, il costo della benzina e le multe». Se non fosse che a Milano i mezzi pubblici sono tra i migliori d’Italia, i parcheggi ci sono, ma occorre pagarli, la benzina è un falso problema (compratevi un’elettrica o un’ibrida, voi ecologisti chic) e le multe sono un salasso, è vero: ecco perché sarebbe ora di estenderle ai ciclisti impuniti.


Come quelli che vanno sui marciapiedi - odiati più dai pedoni che dagli automobilisti - o che se ne fregano dei semafori, imboccano sensi unici, vanno con le cuffie, stanno al telefono, svoltano senza segnalare, fanno correre il cane, si mettono in due o tre uno accanto all’altro, vanno senza mani, rallentano il traffico più di un Tir: e intanto hanno quell’espressione insofferente genere «cazzo volete, sono un ciclista».

I pedalatori del centro storico si credono la soluzione e mai un problema, non capiscono perché tutti non vivano lì, in centro, e non circolino in bici o a piedi; spesso pedalano perché non hanno mai imparato a usare uno scooter che «è pericoloso» anche se lo è meno di certe biciclette che caracollano tra pavé e rotaie, tra incroci e precedenze, e mettono ansia solo a guardarle. Continuano a proporre che i mezzi motorizzati non possano oltrepassare i 30 all’ora, cioè, ripeto, i 30 all’ora: dopodiché, magari, abbatteremo anche i palazzi, distribuiremo retini per farfalle, soprattutto guarderemo il Pil mentre colerà a picco. Io parlo di Milano, città che pure ha il più alto utilizzo di bike-sharing d’Italia, città dove un sacco di gente usa la bicicletta e fa benissimo a usarla, se crede: ma Milano resta Milano, è un cuore pulsante, una sala macchine, non è Copenaghen, e neppure Bolzano o Pesaro o Ferrara.
A Milano hanno già fatto tanto, per i ciclisti: piste che ogni giorno sono maledette da migliaia di ordinari non-ciclisti (penso alle piste sui Bastioni, che ingorgano mezza città per favorire qualche casalinga che sta correndo a casa a prendere il suv di otto metri da piazzare davanti alla scuola del figlio) e però no, i ciclisti vogliono di più, ti citano Bilbao o Reggio Emilia come se avesse un senso. Milano è una metropoli che non è stata concepita per le biciclette, punto, e se fosse concepita per le biciclette non sarebbe Milano. Le facciano nelle periferie, le piste ciclabili, quelle dove i ciclisti non hanno la sella di cuoio né il cestino di vimini col fiocchetto.

Invece no: dobbiamo pure beccarci la predica dalla prima pagina del Corriere, quotidiano che vuole restare in centro e vuole che in centro si possa circolare praticamente solo in bicicletta. Per tuonare contro la casta: quella dei pendolari che si ammassano nei treni puzzolenti o si accodano per ore sulla tangenziale.

di Filippo Facci

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Commenti all'articolo

  • skyline-11

    06 Ottobre 2014 - 11:11

    A me sembra invece che siamo ostaggio della casta degli automobilisti. D'altronde l'automobile rappresenta la prima industria al mondo e quindi sappiamo tutti benissimo quante e quali lobby ci siano dietro. A Facci voglio consigliare di farsi un giro nel resto d'Europa e cominciare a studiare che cos'è la mobilità sostenibile.

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  • zippo

    25 Luglio 2014 - 06:06

    Concordo in pieno ma, a mio avviso non riguarda solo le bici.. Ci stiamo avviando verso un nuovo medioevo farcito di tecnologia per lo più inutile. Mia moglie ed io abbiamo definito la maggior parte delle persone "vuoto cosmico" , non penso quindi esisto; fare quello che fanno gli altri è più facile, soprattutto se sono persone pubbliche. Benvenuta dittatura indotta. Cordialità Ezio Ferraro

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  • JamesCook

    25 Luglio 2014 - 00:12

    Non posso descrivere la mia commiserazione che ho nei suoi confronti........ la tastiera del PC si rifiuta di argomentare su cotanta ignoraza ..... domani, Facci un articolo sugli escrementi vedrà che sul'argomento avrà molto da scrivere

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    • pascariello

      25 Luglio 2014 - 09:09

      Perchè vuole un articolo dedicato a lei ed ai suoi simili ?

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