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Vittorio Feltri contro Bonafede: "Una cosa drammatica e disgustosa. Ministro, ecco di cosa ti devi occupare"

Giulio Bucchi
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La notizia è di ieri ma vale anche oggi perché ha una valenza drammatica e abbastanza disgustosa. Sei agenti di custodia del carcere di Torino sono stati arrestati. Motivo, torturavano i detenuti convinti forse di essere dei giustizieri anziché dei servitori dello Stato. Già la galera è un luogo orrendo dove la convivenza civile è solo una utopia. Gli uomini e le donne condannati sono ammucchiati in celle piccole nelle quali è pressoché impossibile avere un minimo di privacy e di rispetto per le persone. Infatti il governo se ne frega altamente della Costituzione che prevede, quale finalità della detenzione, la rieducazione di chi finisce dietro le sbarre. Chi è stato «dentro» fornisce racconti raccapriccianti di quanto vi accade senza che nessuno si impegni a migliorare le cose. Se poi ci si mettono pure i secondini a picchiare e umiliare chi sta scontando una pena, la situazione non è più sostenibile. Chi commette reati è ovvio che debba pagare per la propria colpa, il che deve avvenire mediante la privazione della libertà e non della dignità. Se invece a questa punizione si aggiungono esercizi di sadismo da parte degli agenti nei confronti dei reclusi è obbligatorio intervenire drasticamente onde ripristinare criteri di umanità nella gestione delle prigioni. Occorre grande severità nel reprimere certi abusi che offendono non soltanto chi li subisce ma anche i cittadini informati. Tocca al ministro della Giustizia agire in tale senso, e lo deve fare con urgenza al posto di occuparsi pedestremente di prescrizione da eliminare e scemenze del genere. Il nostro sistema giudiziario si regge quasi esclusivamente sulla restrizione entro quattro mura, tuttavia l' edilizia carceraria è inadeguata e i condannati sono ammassati in pochi metri quadrati e costretti a soffrire fisicamente. Ciò è detestabile. Le torture inflitte loro dal personale di custodia sono quindi un supplemento di pena che ripugna alla coscienza. La politica non può fare spallucce e infischiarsene. So che le nostre proteste cadranno nella indifferenza dei manettari, cioè i giustizialisti che auspicano l' inasprimento delle pene per qualsiasi violazione del codice, ma Libero starà sempre dalla parte di chi viene maltrattato. di Vittorio Feltri

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