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Michelle Hunziker, il dramma segreto della sua infanzia

Nicoletta Orlandi Posti
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"Il mio papà era alcolizzato. La mamma lavorava senza sosta". Michelle Hunzinker si racconta senza censure a Michela Proietti e svela il dramma della sua infanzia. "Dopo la separazione ho trascorso dei Natali tristissimi. La mattina del 25 chiamavo mio padre e lui piangeva". E ancora: "Il giudice mi ha chiesto con chi volevo stare: ho scelto la mamma ma il mio cuore era in frantumi". "Per anni sono stata in lotta con lei: lavorava sempre, quando tornava era stanchissima. Non ha mai perso l' accento olandese, è una donna simpatica e molto forte: la chiamiamo il sergente". Un'esperienza che l'ha segnata e che l'ha spinta a non ripetere gli stessi errori con i tre figli. Quando si è separata da Eros Ramazzotti ha fatto tutto il contrario. "Anche nei momenti più difficili abbiamo cercato di andare oltre le regole dei giudici: per anni, anche dopo esserci divisi, abbiamo trascorso il Natale insieme, coinvolgendo i reciproci compagni. A un certo punto è stata nostra figlia Aurora a dirci che poteva bastare...". Il senso di libertà - Un'infanzia della quale però Michelle conserva anche tanti bei ricordi: "Sono stata una bambina fortunata", dice al Corriere. "L'ho vissuta in un paese con molta natura. Ogni tanto devo fuggire al mare, riconnettermi con la natura". Di quegli anni le è rimasto il senso della libertà e l'arte di cavarsela da sola. "Ero un maschiaccio, sempre sporca dalla testa ai piedi. A 4 anni ero già molto indipendente, mia mamma aveva il solo obbligo di guardarmi ogni tanto dalla finestra, mentre giocavo in cortile". Terrona - La signora Trussardi racconta inoltre che in Svizzera era presa di mira dagli altri bambini perché parlava italiano: "Mi chiamavano 'spaghettifresser', che nella Svizzera tedesca ha un valore dispregiativo". Lei si faceva giustizia da sola. "Le bande mi inseguivano e io tutti i giorni, senza alcuna paura, andavo a prenderle dagli altri bambini. Poi all'improvviso ho deciso che dovevo imparare la lingua e così mi sono messa a guardare cartoni in tedesco per giornate intere: in tre settimane parlavo perfettamente".

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