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L'ex direttore contro Silvio: "Mi sono rotto i coglioni di sentire dire che è una vittima"

Carlo Freccero visto da Benny

Ma ne ha anche per la Tarantola: "Sembra Monti con la parrucca" e la De Filippi, "la sanguinaria"

Nicoletta Orlandi Posti
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Il "one man show" di Carlo Freccero è andato in scena ieri sera nella piazzetta di Capalbio Libri. L'ex direttore di Rai 4, in grande forma secondo quanto riporta il Dagoreport di Roberto D'agostino, avrebbe lanciato "petardi" e "bombe carta" contro tutti. Dalla Tarantola, che sembra "Monti con la parrucca", a Cairo che pubblica riviste come "Giallo" e "Miracoli" e "poi si capisce perché sceglie certa gente a La 7", Freccero non ha risparmiato nessuno, scrive Dagospia. E ancora: "C'è posta per te è il nostro Censis per capire il nostro degrado", così come Maria De Filippi è dago-soprannominata "la Sanguinaria". All'inizio però la tv commerciale, ammette ancora Freccero, "era dopamina", "una carica di energia pura". Contro Silvio -  Ma le cose cambiano, così come il Silvio Berlusconi visionario di fine anni '70 che ha ingaggiato un giovane Freccero, allora ricercatore universitario, è ben diverso da quello dell'editto bulgaro: "un dittatore". "E io mi sono rotto i coglioni di sentire dire che è una vittima", ha tuonato l'ex direttore. "Ha fatto in Rai cose nefaste e vergognose e bisogna gridarlo", ha detto, non deludendo le aspettative del pubblico in piazza, elettrizzato e plaudente". "Gli perdoniamo le donne, l'evasione, ma comprare i senatori no". E la platea radical-snob catto-comunista (in prima fila Fabiano Fabiani), conclude Dagospia, "ha raggiunto l'orgasmo".

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