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Intervista al maestro

Il colonnello Mario Giuliacci, mago del meteo: "Azzeccavo le previsioni grazie ai miei reumatismi"

24 Ottobre 2018

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Il colonnello Giuliacci: "Azzeccavo il meteo grazie ai miei reumatismi"

Si sente «un temporale, uno di quelli tutto lampi che illuminano la notte e il paesaggio, che sembra irreale». Il Colonnello "Buonasera" è pronto a tornare in tv in una veste del tutto inedita: presenterà un ciclo di film legati a grandi eventi atmosferici. Da domani, alle 21.15 diventerà Sereno Variabile (produzione originale di Cielo). Tra tornado, tempeste, uragani, maremoti e glaciazioni improvvise che si abbatteranno sul canale 26 del DTT e sul 126 del satellite, ci sarà lui, il colonnello Mario Giuliacci, a spiegare la natura del fenomeno atmosferico. Il ciclo di apre con Tornado F6:la furia del vento, in prima visione tv.

Colonnello, partiamo dagli albori e dalla famosa mossa che accompagnava il suo "buonasera".

«Io sono umbro e da noi, quando si salutano gli amici e conoscenti, si stringe la mano e si accenna un modesto inchino in avanti. Quando sono andato in televisione mi sono inventato un inchino sbilenco con cui accompagnare il mio buonasera».

Si ricorda il suo debutto in tv?
«Era il 1995. Un giorno mi dissero che sarei dovuto andare in diretta tutti giorni per quattro minuti... Ero terrorizzato.
Quando arrivò il giorno del debutto, che avvenne sulla rete di Emilio Fede, che è molto pignolo... fui perfetto. Non potete immaginare quante volte mi sono domandato dove avessi trovato tutta quella energia. Io ero così timido!».

La rivediamo in tv, ma in una veste inedita.
«Più che un meteorologo sarò un attore conoscitore dei fenomeni meteorologici. Credo che mi abbiano scelto per la mia naturale tendenza a rendere gioiosa la comunicazione. Sono molto orgoglioso di questa opportunità. Questo genere di film mi affascina molto, mi sembra di navigare nella mia atmosfera».

Da quarant' anni fa il meteorologo e da tanti anni fa anche tv, con ottimi risultati peraltro. Si sente un po' showman?
«Showman col tempo un pochino lo sono diventato, in effetti».

I nostri nonni dicevano che bastava ascoltare i reumatismi per prevedere il tempo...
«E infatti ho scritto un libro, Dottore, mi fa male il tempo, in cui spiego l' influenza dei fattori meteo sulla salute. Chi soffre di reumatismi spesso ci batte nelle previsioni del tempo del giorno dopo due a zero, anche perché incominciano a sentire l' acutizzazione del dolore tra le 12 e le 24 ore prima».
Non ci dica che anche lei fa uso dei reumatismi...
«Certo, ho assoldato una cinquantina di signore un po' attempate con callo certificato che interpello la mattina. Se l' 80% mi dice che sente dolore, allora probabilmente il tempo cambierà (ride, ndr)».

Nelle sue previsioni inseriva delle poesie d' amore. Come le era venuta questa idea?
«Sono stato tre anni a Mattino Cinque con Barbara d' Urso; fingevamo di essere innamorati, quindi prima di parlare del meteo le dedicavo una poesia che coinvolgeva sempre un elemento del tempo».

Che rapporto ha con Dio?
«Sono a metà della strada: non sono credente ma nemmeno miscredente. Sono stato a Lourdes pensando di trovare qualcosa, ma non ho trovato quello che pensavo di trovare. Qualcosa mi fa pensare a un' entità superiore, ma ancora non mi sono deciso a fare il passo. Pensiamo al Big Bang da cui è nato l' universo: chi ha premuto il bottone?».

Perché è diventato meteorologo?
«Dopo il liceo classico pensavo di iscrivermi a medicina, ma il preside di un liceo che mio padre incontrò per caso in treno, gli consigliò di farmi fare fisica, perché di lì a poco l' Italia sarebbe stata tappezzata, diceva, di centrali nucleari. Un giorno però incontrai un amico che stava frequentando un corso di meteorologia tenuto dal capo del servizio meteorologico. Andai a curiosare: me ne innamorai. Da lì è partita la mia strada».

Facciamo una previsione meteo molto di attualità: che tempo fa sul governo?
«Tempo variabile. Un momento fa vedere il sereno, un altro il temporale. I leader politici di oggi si scambiano un po' i ruoli: uno, dicendo il proprio, cerca il sereno, ma quando deve difendere l' altro in qualcosa in cui non crede, ingoia il rospo e c' è dunque tempesta».

E l' opposizione?
«L' opposizione gioca a perdere. Direi che è la pioggia in un giorno di festività importante, che dunque "rompe le scatole". È come una nevicata in autostrada che blocca tutto. Si è bloccata su delle barriere che erano la sua bandiera prima».

di Silvia Tironi

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