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David Parenzo a Tagadà: "Calabria? Nomina strana, giostra partita male". Dove si spinge pur di non bastonare il governo

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"Diciamo che è una nomina strana...". David Parenzo si arrampica sugli specchi pur di non condannare a chiare lettere le sconcertanti responsabilità del governo sul caos Calabria. Prima il commissario alla Sanità Saverio Cotticelli, silurato per aver ammesso in tv di non sapere di essere il responsabile del piano anti-Covid regionale. Con il governo, però, colpevolmente ignaro di questi drammatici ritardi. Quindi la scelta politica di Giuseppe Zuccatelli, compagno di partito del ministro Roberto Speranza, e il caos sulla candidatura "a bagno maria" di Gino Strada, fondatore di Emergency. Oggi, le dimissioni di Zuccatelli su pressione dello stesso Speranza. Roba da Carnevale politico, insomma.

 

 

In collegamento con Tagadà, Parenzo sembra glissare: "La giostra è partita male, non si fa una gran bella figura. Gino Strada? La Calabria non è l'Afghanistan, la metafora della guerra in questo caso è folle. Io vorrei una cosa: che le nomine venissero fatte non sulla base della appartenenza politica, ma della competenza. Non vorrei che Zuccatelli fosse stato nominato perché di LeU come Speranza...". Buongiorno, David.

 

 

 

 

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