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Claudio Borghi demolito da Roberto Burioni: "Giochi al piccolo virologo e ti hanno brutalmente umiliato"

Claudio Borghi

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Claudio Borghi esce sconfitto dalla sua durissima guerra al Green pass: "Ah, ovviamente scordatevi che io rifaccia la battaglia dell'altra volta in Parlamento", si sfoga il leghista in un post pubblicato sul suo profilo Twitter. "Ci ho provato una volta, è andata come è andata e se non cambiano le posizioni di nessuno non mi pare sia il caso di fare il bis. La mia posizione è nota, sia dentro che fuori il partito", conclude amaro.

 

 

E il virologo Roberto Burioni infierisce con un commento al suo post: "Penso che dopo questa brutale umiliazione che ha cercato con il lumicino non sostenendo legittime posizioni politiche (no al green pass) ma giocando al piccolo virologo sparando bestialità senza fine (i vaccini causano le varianti) abbia imparato la lezione". Parole durissime alle quali ha subito ribattuto Borghi: "L'insegnamento delle persone arroganti ha questo di particolare: che esse non sanno esporre con umiltà quello che insegnano, e anche le cose giuste che conoscono non riescono a comunicarle rettamente. San Gregorio Magno la saluta".

 

 

Ieri 16 settembre infatti in Consiglio dei ministri è passata all'unanimità l'estensione dell'obbligo del certificato verde a tutti i lavoratori, quindi anche coi voti dei ministri leghisti. E Borghi, avanguardia dei leghisti critici del green pass (un mese fa era anche sceso in piazza a Roma), il deputato ha riconosciuto la sconfitta. "Io sono contrario al green pass. Aspettiamo di vedere il testo del decreto. Dopo essermi reso conto di essere una minoranza, ho pure votato a favore del decreto precedente in cambio di alcune concessioni". Ma ha aggiunto, "sono contrario all'estensione dell'obbligo di green pass per accedere in Parlamento. L'ho detto e lo farò: intendo aspettare che il provvedimento arrivi in Aula e lì posso adire alla Corte costituzionale".

 

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