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DiMartedì, Barbara Gallavotti sul vaccino: "Non proteggono abbastanza dall'infezione". Nuove varianti? Le prospettive

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Tra le voci più schiette, franche e precise che abbiamo imparato a conoscere al tempo della pandemia, c'è quella di Barbara Gallavotti. E come spesso accade il martedì, ecco che la biologa è ospite in collegamento con Giovanni Floris, a DiMartedì, il programma de La7. E la puntata di ieri, primo febbraio, non ha fatto eccezione.

 

In questo caso, la Gallavotti fa il punto sul vaccino e sull'ipotesi di un ulteriore richiamo, il tutto alla luce delle evidenze a cui ci ha condotto la variante Omicron: il siero protegge, eccome, ma non è in grado di fermare del tutto il contagi. "I vaccini ci stanno proteggendo ancora molto bene dalle forme gravi della malattia e dalla morte, ma non ci proteggono abbastanza bene dall’infezione - premette la Gallavotti -. L'avevamo messo in conto fin dall’inizio. Se emergeranno nuove varianti o se l'immunità non durerà a sufficienza, dovremo probabilmente fare un richiamo, magari con un vaccino aggiornato", sottolinea. Insomma, l'ipotesi che non sia finita con la terza dose, per chi la ha già fatta, è più che concreta.

 

Dunque, l'esperta si spende in quello che sta a metà tra l'appello e la riflessione. Già, perché un giorno sì e uno no si sente parlare di "fine pandemia", tesi puntualmente smentita dai fatti (così come accade l'esatto opposto: "Verso la catastrofe", eppoi di catastrofe non vi è traccia). E la Gallavotti sospira: "Dobbiamo smettere di aspettare una svolta improvvisa". Il riferimento è soprattutto alle terapie contro il Covid, tanto che aggiunge: "Un farmaco può essere prezioso. Si aspetta molto anche un vaccino aggiornato. Ma dobbiamo smettere di aspettarci una svolta improvvisa. Io la vedo più come un’alba: stiamo uscendo gradualmente dalla notte. C’è sempre meno buio, ogni tanto passa ancora qualche nuvola. Ma stiamo andando verso una situazione di luce", conclude Barbara Gallavotti.

 

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