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Otto e mezzo, l'ex giudice della Corte penale internazionale: "Putin arrestato? Perché è impossibile"

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"Difficile che Putin venga portato davanti a un tribunale internazionale per crimini di guerra": Cuno Tarfusser, magistrato ed ex giudice della Corte penale internazionale, è stato ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. In collegamento col talk, ha spiegato il motivo per cui lo zar non può essere incriminato: "La Russia non riconosce la giurisdizione della Corte penale internazionale e laddove il procuratore raccogliesse sufficienti prove, se venisse emesso mandato di cattura nei confronti di Putin, questo avrebbe difficoltà a essere attuato. Nessuno andrebbe in Russia ad arrestarlo". 

 

 

 

"Ma neanche Usa e Ucraina riconoscono la giurisdizione della Corte", ha puntualizzato la conduttrice. A tal proposito il magistrato ha sottolineato: "Le espressioni di Joe Biden infatti sono un po' bizzarre, neanche lui riconosce la Corte e chiede un processo". Il riferimento è ad alcune recenti dichiarazioni del capo della Casa Bianca, che ha invocato un "processo per crimini di guerra" contro Putin. 

 

 

 

Tarfusser, poi, ha spiegato che è "fondamentale trovare prove genuine per evitare manipolazione e propaganda. Succede anche nei processi a livello nazionale. Noi invece sappiamo che tra tanti documenti autentici ci sono tanti documenti falsi". Sull'argomento è intervenuto infine anche Lucio Caracciolo, direttore di Limes: "Putin potrebbe essere processato solo se ci fosse un colpo di Stato in Russia e lui venisse rovesciato o se perdesse le elezioni. Lui già è molto popolare, ma se si dovesse arrivare a un'incriminazione questo rafforzerebbe ulteriormente il suo gradimento in Russia". 

 

 

 

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