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Formigli, cannonata a Mentana: esplode la rissa a La7: "Mi pare lo abbia mandato in onda..."

 Mentana e Formigli

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Corrado Formigli non le manda a dire nemmeno ad Enrico Mentana che sostiene che lui i "filo Putin" in tv non li invita. "Cristiane Amanpour ha intervistato Peskov, il portavoce di Putin, e mi pare che Mentana l'abbia mandata in onda. Io in trasmissione inviterei anche Putin", dice il conduttore di Piazzapulita, su La7, in una intervista a La Repubblica. Secondo Formigli quando si intervista un personaggio come Putin - o come nel caso di Zona Bianca, il ministro degli Esteri Lavrov - "bisogna fare una mediazione, e non da megafono. Fare tutte le domande. Se avessi potuto io avrei intervistato anche Bin Laden. E se fossi vissuto nella seconda guerra mondiale pure Hitler". E l'intervista a Lavrov, commenta Formigli, è stata "un grande colpo giornalistico" anche se lui avrebbe fatto "qualche seconda domanda in più".

 

 

In Rai vogliono porre delle regole sugli ospiti nei talk show ma "sono grottesche. Chi le decide? Il politico di turno? Allora sì che diventiamo come la Russia". Meglio il pluralismo: "Perché non è giusto sentire figure di grande valore come Slavoj Zizek, Carlo Rovelli, Toni Capuozzo o Bernardo Valli? Dicono che non bisognerebbe invitare Rovelli, perché non è un esperto di geopolitica. Ma la guerra riguarda tutti. E io faccio il giornalista. Oggi ci sarà Vera Politkovskaja, la figlia di Anna".

 

 

Quanto al sentimento putiniano in Italia, Formigli taglia corto: "Non ridurrei il tutto al filo putinismo. C'è un'enorme preoccupazione sulla guerra. Unita a un dolore grande per la sofferenza del popolo ucraino. Cresce perciò la domanda su come fermare le armi. L'escalation mette paura, può colpire anche noi". E conclude dicendo che la guerra "sarà lunga. È una questione di sopravvivenza per Putin. Perciò non basta solo armare gli ucraini, ma serve più diplomazia perché la guerra altrimenti ci travolgerà".

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