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Gianfranco Rotondi, la profezia sul centrodestra: "Cosa accadrà"

Brunella Bolloli
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Mentre opinionisti e leader di sinistra prefigurano scenari apocalittici per il centrodestra, insistono su spaccature e divorzi senza possibilità di ricuciture, Gianfranco Rotondi, già segretario Dc e ministro del governo Berlusconi, leader di Verde è Popolare, ora eletto nelle fila di Fratelli d'Italia, con calma serafica spiega che non c'è troppo da allarmarsi. Onorevole, Ignazio La Russa è presidente del Senato senza i voti di Fi. Meloni è arrabbiatissima.

 

 

È la fine dell'alleanza?
«Ma no. Dall'alto delle mie 7 legislature posso assicurare che quando si forma un nuovo Parlamento, e c'è da comporre il governo, le tensioni sono fisiologiche, fanno parte della dialettica politica».

 

 

 

Ma è normale che i senatori azzurri non abbiano votato un alleato e invece alcuni del centrosinistra sì?
«Non mi stupisce che La Russa sia apprezzato anche dagli avversari. Conosce bene il Senato, è radicato nell'istituzione e, come ha fatto notare la senatrice Bernini, ha l'esperienza giusta per ridare al Parlamento un ruolo da protagonista».

Alla Camera, dopo le fumate nere, oggi dovreste votare un presidente della Lega. Andrà tutto liscio?
«Non vedo perché dovrebbero esserci franchi tiratori. L'alleanza tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini è salda e si troverà la quadra anche sul governo».

Meloni si avvia, non senza ostacoli, a diventare premier, ma intanto è riuscita a far eleggere La Russa. Che voto le dà?
«A Giorgia do un bel 10. Si è mossa con prudenza, sobrietà e rispetto delle istituzioni. Io le sono amico e sono di parte, ma nessuno può negare i suoi meriti politici». 

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