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Parenzo, frase pesante su Gad Lerner: "Perché non siamo amici"

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"Non credo che con Gad Lerner siamo amici". David Parenzo lo dice a malincuore: l'esimio collega, penna storica di Repubblica passato oggi al Fatto quotidiano, fa parte dell'altra parrocchia ideologica: "Gad è del fronte a cui non piace la Zanzara. Ma all’epoca volevo fare il giornalista perché c’era il suo Pinocchio". 

 

 



Nella lunga intervista al Corriere della Sera, oltre a rivelare alcuni aspetti più privati e famigliari, Parenzo ricorda i suoi esordi, nel mondo della sinistra giovanile ("Organizzavo i dibattiti alla Festa dell’Unità, mi notò Sandro Curzi, che aveva fondato Liberazione. Mi disse: 'Senti, ti va di fare qualcosa?'. Risposi: 'Guarda che nel partito mi considerano già un filo-americano'. Ribatté: 'Fai quello che vuoi'. Mi inventai una rubrica che si chiamava 'Hamburger e polenta, storie dal mitico Nordest'") e soprattutto i rapporti con Giuseppe Cruciani, il suo inseparabile sodale a Radio 24.

I due si sono conosciuti "dopo una puntata di Tetris di Telese. Ho pensato: questo è matto. Ora c’è un’amicizia vera che dura da dieci anni". Nessuna concorrenza, nessuna gelosia: "Puoi esserlo delle persone che ti sono più simili. Invece io non invidio nulla di quello che lui fa e viceversa". Tra loro "momenti di scaz***o ce ne sono di continuo: sul Covid ci siamo scontrati per davvero. Non accettavo il negazionismo". 

 

 



Nessuno lo sa, ma Parenzo è stato a un passo dal lasciare la Zanzara per motivi religiosi: "Una volta durante lo Yom Kippur non volevo andare in onda. Cruciani era sbigottito: 'Ancora con le tue cose religiose!'. Spensi il telefono per 48 ore. Mi cercò pure Telese. Comunque ancora oggi il venerdì sera stacco completamente: infatti l’ultima mezzora della trasmissione è registrata. Non l’ho mai svelato. Perché alle 8 devo essere a tavola con tutti i bambini per lo Shabbat: mia moglie accende le candele e ceniamo insieme. Una tradizione".

Ancora oggi, gli insulti ricevuti alla Zanzara da ospiti e spettatori non lo toccano, se non quando riguardano le sue origini ebraiche. In quel caso, volano querele: "Ho usato la legge Mancino. Erano radioascoltatori che chiamavano, oppure alcuni che mi minacciavano al telefono. Ogni mese ricevo ancora decine di messaggi di questo tenore". Non andrebbe mai a cena con Alessandro Orsini ("Non mi divertirei. Ha pure minacciato di querelarmi), qualcuno gli ha tolto il saluto ("L'avvocato Taormina. Non risponde più al telefono"), qualcun altro è ancora sua fonte di ispirazione ("Vespa è un’istituzione, con Santoro sono cresciuto", e uno, forse, lo ha un po' deluso. A Gad fischieranno le orecchie.

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