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Giannini: "Come nel 2011", l'ultima sparata per infangare il governo

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Massimo Giannini non vuole fare il "gufo" però a Giorgia Meloni prospetta guardacaso lo scenario del 2011, giusto perché non vuole evocare un governo tecnico... "Fioccano report allarmati delle banche d'affari e editoriali preoccupati su Financial Times, Der Spiegel, The Economist. Tutti citano il disastro del novembre 2011, quando un governo Berlusconi alle comiche finali, con uno spread verso quota 600, si suicidò cadendo in Parlamento sul Rendiconto generale dello Stato", scrive nel suo editoriale su La Stampa.

 

 

"Che si ripeta adesso è improbabile, ma non impossibile", osserva ancora il direttore. "Risulta che Meloni abbia già segnato sulla sua preziosa agenda rossa alcune date decisive. Sono quelle già fissate dalle Agenzie di rating, che in autunno dovranno rendere noti i rispettivi voti e outlook sull'Italia. Il 20 ottobre tocca a Standard&Poor's, che finora ci ha assegnato una tripla B. Il 27 ottobre tocca a Dbrs, ferma a sua volta sulla tripla B. Poi si potrebbe profilare davvero un "novembre nero": il 10 è la volta di Fitch, mentre il 17 chiude in bellezza Moody's, fino adesso ferma su uno scivoloso Baa3. Nel frattempo, in attesa di capire come se e come sarà modificato il Patto di Stabilità dal gennaio prossimo, il 21 novembre la Commissione Ue farà conoscere il suo verdetto sul Piano programmatico di Bilancio, che l'esecutivo deve trasmettere a Palais Berlaymont entro il 15 ottobre", aggiunge Giannini.

 

 

Quindi azzarda: "Al Tesoro c'è chi è pronto al peggio. Non si escludono altri downgrading, cioè ulteriori retrocessioni sul grado di affidabilità del nostro debito pubblico. Ne basterebbe anche uno solo, a trasformare i Btp italiani in titoli spazzatura. Pioverebbero pietre, visto che l'anno prossimo dobbiamo collocare oltre 300 miliardi di bond senza l'ombrello della Bce. È uno scenario da incubo". Quindi Giannini precisa: "E sia chiaro, nessuno se lo augura, per il bene del Paese. Anche noi, più di Meloni, siamo convinti che i governi tecnici siano una stortura democratica, ancorché pienamente legittima sul piano costituzionale". E però... 

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