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Filippo Turetta, Bruzzone durissima: "Perché piange in carcere"

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Per chi ha pianto Filippo Turetta in carcere, per Giulia o per la vita che lo aspetta? "Perché piangono sempre, ma quasi sempre solo per sé", tuona Roberta Bruzzone ospite di Serena Bortone a Che sarà, su Rai 3, nella puntata del 4 novembre. 

Per quanto riguarda il femminicidio di Giulia Cecchettin, secondo la criminologa si deve parlare di premeditazione: "Non esiste il raptus, nessun omicidio avviene nel buio della mente. Non ci sono assolutamente i presupposti", spiega la Bruzzone. "Qui poi c'è un soggetto che prima agisce, poi aggredisce, colpisce, ferisce con lei che urla e chiede aiuto. Dopodiché ci sono degli spazi temporali, quanto è durato questo raptus?", si chiede retoricamente la criminologa. "L'ha finita in un altro luogo. Capisci che è totalmente impraticabile l'idea di un discontrollo, non si concilia minimamente con quello che è successo in questo caso". Quindi aggiunge: "Io spero che la Procura davanti a queste affermazioni abbia compreso che la strada per la premeditazione sia spianata".

 

 

Rispetto al fatto che Turetta abbia pianto più volte si sia pentito, Roberta Bruzzone insiste: "Per chi ha pianto? Per Giulia o per la vita che lo aspetta in carcere, cioè per sé stesso? Perché questi piangono sempre, ma sempre per sé". 

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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