Libero logo

Report, Forza Italia inchioda Ranucci: "Da lui attività illegale"

di Tommaso Montesanomercoledì 7 gennaio 2026
Report, Forza Italia inchioda Ranucci: "Da lui attività illegale"

4' di lettura

Lo scontro è ampio. E investe la Rai, la sua trasmissione Report e uno dei consulenti più noti di Sigfrido Ranucci, il commercialista Gian Gaetano Bellavia. Sullo sfondo si stagliano la “pista nera” sulla strage di Capaci e la commissione parlamentare Antimafia, dove è in corso un braccio di ferro tra la maggioranza e i due “super magistrati” del M5S, Federico Cafiero De Raho, e Roberto Scarpinato, accusati di «incompatibilità» dal centrodestra. È un duello su più fronti quello che investe, ancora una volta, la trasmissione di RaiTre. L’ultima mossa, ieri, l’ha compiuta Forza Italia, che ha formalizzato quanto annunciato nei giorni scorsi: la presentazione di una doppia interrogazione parlamentare. La prima, dei capigruppo di Senato e Camera, Maurizio Gasparri e Paolo Barelli, ai ministri della Giustizia, Carlo Nordio, e delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per fare luce sul “caso Bellavia”. Ovvero il commercialista Gian Gaetano, volto noto di Report, di cui è consulente. Al Guardasigilli, gli azzurri chiedono di disporre «ispezioni su numerosi magistrati»-19 - cui ha fatto da consulente per «molti anni» lo stesso Bellavia. Al collega Urso, in virtù del contratto di servizio con Viale Mazzini, Forza Italia chiede di accendere un faro «sulla condotta della Rai» per via di Report, che in questi anni si è avvalsa del professionista milanese. Tutto ruota intorno al furto, denunciato proprio da Bellavia e per il quale la procura di Milano ha rinviato a giudizio un’ex collaboratrice del commercialista, Valentina Varisco, difesa dall’avvocato Andrea Puccio, di oltre un milione di file dallo studio del commercialista. In Vigilanza, invece, FI solleva il caso dei compensi di Bellavia e del “modus operandi” di Ranucci.

I SOSPETTI AZZURRI
Il sospetto di FI è che il furto dei documenti possa aver alimentato «un maxi-dossieraggio» di cui potrebbe aver beneficiato Report. «Risulta che il dottor Bellavia detenesse materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche della trasmissione televisiva», mettono nero su bianco Gasparri e Barelli nel documento con il quale portano il caso in Parlamento. La materia è esplosiva: da una parte «materiali riguardanti anche numerosi esponenti politici, tra i quali Berlusconi e Craxi, imprenditori finanziari e magistrati», dall’altra i «nomi dei 19 magistrati» con i quali Bellavia avrebbe intrattenuto rapporti di «consulenze e analisi». Una raccolta dati, accusa FI, che potrebbe risalire «a molti anni». E qui entrano in ballo Report e, di conseguenza, la Rai. Nei giorni scorsi i parlamentari della Lega in commissione parlamentare di Vigilanza hanno sganciato la bomba: «C’è un patto sotterraneo tra Bellavia, procure e il programma televisivo?». Ieri Gasparri, conversando con Libero, ha aggiunto un tassello al mosaico: «Il punto debole della Rai è il suo servizio legale». Nel mirino del capogruppo azzurro a Palazzo Madama c’è Francesco Spadafora, che «da dicembre 2018», come da comunicazione di Viale Mazzini, «ricopre il ruolo di direttore della direzione Affari legali e societari». Il problema non è solo Bellavia, accusa Gasparri. Il riferimento, ad esempio, è alla puntata di domenica scorsa, quella in cui Ranucci ha ritirato fuori la cosiddetta «pista nera» per gli omicidi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. «La Rai ha dato il via libera alla divulgazione di un colloquio investigativo inattendibile», sostiene il presidente dei senatori forzisti. In riferimento alla “pista nera”, Gasparri ricorda che è stata sconfessata in commissione Antimafia dal procuratore di Caltanissetta, Salvatore De Luca (che ha presentato ricorso in Cassazione contro la mancata archiviazione), con queste parole: «Noi abbiamo in corso delle indagini sulla pista nera. Ciò che sinceramente ci appare un po’ strano, un po’ singolare, è che si insista su un certo filone legato alla pista nera (...) Sinceramente mi pare un’autentica perdita di tempo, e già ne abbiamo perso abbastanza su questa pista, continuare a parlare di questa vicenda».

Sigfrido Ranucci, l'attentato? "Una firma sull'esplosivo": ora tutto torna

L’ordigno contro Sigfrido Ranucci "avrebbe potuto portare anche alla morte, essere micidiale". Questa &e...

LA PARTITA POLITICA
Eppure Ranucci, anche ieri replicando sui social all’interrogazione annunciata da Forza Italia, ha tenuto il punto: «Non si capisce cosa c’entri Report e il sottoscritto, ma tutto fa brodo per distrarre dall’inchiesta di Report sulla presenza di Stefano Delle Chiaie a Capaci prima della strage». A questo punto conviene citare ancora le parole del procuratore De Luca in Antimafia dello scorso 9 dicembre su Delle Chiaie: «Prove che sia collegato alle stragi del 1992 non ne abbiamo. Non prove, ma anche concreti elementi». Questo non ha impedito a Report di farci la puntata di domenica scorsa. «La Rai non è tutelata legalmente. L’ufficio legale sbaglia per incompetenza o perché subalterno a Ranucci?», si chiede Gasparri. Nell’interrogazione in Vigilanza, FI accusa Ranucci di continuare a svolgere «una sistematica attività illegale, caratterizzata dalla persistente diffusione di notizie non vere e dalla violazione di norme di legge non rilevate con gravi errori e responsabilità dal responsabile dell’ufficio legale Spadafora».