Porta a Porta compie 30 anni, chi l'avrebbe mai detto. Lo stesso Bruno Vespa, conduttore di quella che è diventata la 'terza camera', un salotto tv capace di influenzare la politica italiana, ammette che "nessuno ci credeva, mi fu promessa una prima serata che non arrivò mai". Proprio per questo - ricorda il giornalista sulle colonne del Corriere della Sera - "andai a protestare da Letizia Moratti (ex Presidente Rai) perchè a Carmen Lasorella avevano dato cinque seconde serate. Ne dettero due a me e tre a lei. Qualche volta hanno cercato di ridimensionarci, ma alla fine siamo ancora qui. Allora la politica era la piazza di Santoro, dunque una trasmissione di politica educata, su Rai1, era destinata al fallimento, tutti pensavano che avremmo chiuso a giugno. E invece eccoci qui".
30 anni dopo. E in questi anni non ci si può non ricordare della telefonata, totalmente inattesa, di Papa Giovanni Paolo II. Era il 13 ottobre 1998 e sua Santità chiamò Vespa per ringraziarlo per la puntata speciale dedicata ai 20 anni del suo Pontificato. Ma anche il terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009, per lui aquilano doc, fu un momento intenso: "Mi feci prestare un elicottero da un amico, e sorvolai la città distrutta per mostrarla al pubblico. La mia città ferita".
Porta a Porta compie 30 anni, la mossa di Bruno Vespa: una puntata pazzsce
Una ricorrenza speciale a Viale Mazzini. Mercoledì 21 gennaio saranno infatti trascorsi 30 anni dalla prima punta...Poi i tanti, tantissimi, politici passati da lui. Tra questi niente di meno di Silvio Berlusconi con c'erano "ottimi rapporti personali, ma abbiamo sempre mantenuto una certa distanza e non ho rinunciato a fare il mio mestiere. Per esempio dedicando una puntata alle 'sue' donne, creando un certo scompiglio". E alla domanda sul perché sia rimasto a galla così tanto, il giornalista non attende a rispondere: "Mi sono salvato perché ho tenuto i piedi per terra. E sono venuti tutti da me, perché non abbiamo mai imbrogliato nessuno".




