"C’era una crisi nel cinema. Non stavo lavorando, mi suggerirono di presentarmi. Andai a un colloquio per questo lavoro in televisione. Pensai: quello che sarà, sarà. Scelsero me, da lì sono entrato e così ho continuato": Paolo Baroni ha raccontato in un'intervista a Repubblica come ha iniziato a lavorare come "maggiordomo" nella trasmissione di Bruno Vespa su Rai 1, Porta a Porta, che proprio ieri ha festeggiato i 30 anni dalla prima puntata. È dal 1996 che Baroni, classe 1945, ricopre questo ruolo, facendo entrare gli ospiti del programma di Vespa. Allo stesso tempo, però, è stato anche volto delle commedie di Carlo Vanzina, dopo aver frequentato la scuola di teatro ed essere apparso in decine di film.
Il "maggiordomo" ha parlato anche del suo rapporto con il giornalista: "Lui ha i suoi pensieri, le sue preoccupazioni ma con me è gentilissimo. Non ci diamo del tu… O meglio, non ricordo, forse lui mi dà del tu ma io gli do del lei. Non c’è questa confidenza. Però ricordo la puntata in cui c’era il maggiordomo di Lady Diana e mentre parlava con Bruno, lui mi fece inquadrare". Poi, riferendosi al suo compito in trasmissione, ha aggiunto: "Io sono la ruota di scorta, non contribuisco fattivamente al programma. Diciamo che è una figura che dà un colore alla trasmissione". Anche se ha comunque riconosciuto dei meriti al programma: "Mi ha dato un po’ di tranquillità. Dovendo fare un bilancio è che ora ho trenta anni di più. Trenta anni di vita che sono volati".
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"Penso che l'Italia possa giocare un ruolo unico per la realizzazione del piano di pace in Medio Oriente e per ...Di Vespa, invece, ha detto: "Ha una memoria eccezionale, è in gamba. Riesce a seguire il ragionamento di tutti gli ospiti e non perde il filo, è bravo. Ma poi fa tante cose, dai libri al vino in Puglia che è buonissimo. Quando fa la cena finale invita tutta la redazione, ci ritroviamo tutti insieme". Sulla decisione di fare l'attore, poi, ha raccontato: "Ho un carattere chiuso, timido, sono ancora troppo timido. Un mio amico frequentava una scuola di teatro e decisi di iscrivermi anch’io. Ho cominciato così. Ho un diploma magistrale, dopo un anno di supplenze e un anno all’università, capii che non era quello che desideravo. Ho fatto un corso di disegno di moda di due anni a Firenze, il secondo fu quello dell’alluvione. Pensavo: con un corso così almeno avrò un mestiere, ho frequentato anche l’Accademia di Belle arti, mi piaceva tanto. Sono venuto a Roma e ho trovato lavoro, piccole cose. Mi compravano i disegni di moda: ne acquistavano due e ne copiavano dieci. Sono stato anche fisso da Clara Centinaro, che era una brava stilista". A seguire il percorso in teatro: "Entrai nella compagnia di Giancarlo Nanni e Manuela Kustermann. Tanto teatro d’avanguardia, si guadagnava poco, ho lavorato anche con Carmelo Bene".




