Una vita “rock ‘n’ roll” quella di Italo Bocchino, oggi decisamente più posato di un tempo. Passato dalle notti brave ai giorni buoni da direttore editoriale del Secolo d’Italia e opinionista attivo nei salotti televisivi. A nove anni di distanza dal congresso di Fratelli d’Italia a Trieste, primo passo di Giorgia Meloni verso la scalata al governo, Bocchino si concede per un’intervista al Corriere della Sera, in occasione dell’uscita del suo libro “Giorgia, figlia del popolo”, in cui ripercorre le tappe della sua carriera. A cominciare da quella riunione del 2017, in cui non fu invitato: “Mi consideravano un traditore, tra i colpevoli della rottura fra Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi, cosa solo in parte vera. Quindi, mi sono avvicinato a FdI camminando sulle uova. Nel 2018, mi sono iscritto, ma online: in sede, mi avrebbero chiuso fuori. Poi, mandai un WhatsApp a Giorgia, che mi rispose: ‘Chi l’avrebbe mai detto?’”. Importante anche il messaggio successivo, dopo molto tempo: “Quattro anni, finché lei ha vinto le elezioni e io ho detto ‘ci sono, senza nulla chiedere’. Perché il mio patto è che non ho bisogno di incarichi, posti in Parlamento, di nulla. Vivo del mio”.
Oggi serio lavoratore, un tempo viveur nonostante un matrimonio alle spalle: “Aspettavamo la fine dell’aula per fare tavolate con attrici, cantanti, veline e poi andare tutti al Gilda”. Per conquistare la sua Giuseppina Ricci si fece trovare nella sua stanza d’albergo: “Ho ricevuto solo complimenti per l’audacia. Si dice ‘lottare e rischiare’, ma il mio difetto è quello che Fidel Castro imputava a Che Guevara. Gli diceva ‘sei combattente, ma così temerario, che ti farai uccidere’ e così andò. Io lo stesso, fino alla botta che ho preso nel 2013”. Siamo alla dissoluzione di Futuro e Libertà: “Ero senza nulla, anche senza soldi: pensavo di fare il parlamentare a vita, non mi ero mai posto il problema del denaro. Sono tornato a fare il redattore al Secolo d’Italia, ma mi sono piombati addosso gli alimenti, il mutuo della casa lasciata alla famiglia, l’affitto della nuova: sono andato fuori con le rate. Mi hanno salvato le figlie, che stavano con me una settimana sì e una no e mi hanno costretto a fare il mammo. Ma l’altra metà del tempo facevo il discolo. Sesso, alcol e musica classica. Droga no. Ho avuto tre relazioni interessanti – racconta - fra cui un amore impossibile, purtroppo. Era una donna nota, importante: un amore impossibile. Gli altri due finiti perché non avevo la lucidità per una relazione stabile. Una era una pianista, l’altra una teologa amica di Papa Francesco, che mi regalò un rosario da lui benedetto. Sperava nel miracolo, che non ci fu”. Un amante infedele, all’epoca, Bocchino: “Mi consideravo single, c’era un gran via vai. Soprattutto grazie a Facebook, che è stata una platea stupenda. Ce n’erano di conosciutissime: attrici, cantanti, presentatrici televisive, magistrate, parlamentari. Ai social, oggi, risponde mia moglie fingendosi me e mandando a quel paese tutte e tutti. Scrivono anche uomini. Insomma, è arrivata Giusi, si è presa il codice del telefonino, mi ha tolto l’alcol e mi ha detto: il circo chiude. Berlusconi faceva cene eleganti, io cene allegre. Con gli amici, le bottiglie volavano a cena, ma quando ero solo, erano un antidepressivo. Solo vino, all’imbrunire. Da quando avevo 16 anni avevo costruito la mia identità sull’attività politica e non sapevo più chi fossi. La sera, tornavo a casa e mi aprivo una bottiglia”.
Italo Bocchino censurato, la clamorosa sfida di FdI in aula a Giani e Pd
"Io penso che il Giani abbia fatto tre grandi errori: uno storico, uno politico e uno istituzionale". Non moll...Diversi, oggi, i rapporti con Mara Carfagna e Sabina Began: “Con la prima siamo stati molto amici per sei anni. Poi, non ci siamo più sentiti. Sabina l’ho incontrata a Istanbul. Sempre fascinosissima, ci vogliamo bene, anche se lei inventa e disse in tv che mi aveva teso una trappola con Berlusconi. Io ricordo un feeling con una donna di rara intelligenza. Sa? Dopo la botta del 2013, ho sentimenti positivi per tutti. Mi ha aiutato la psicanalisi freudiana più profonda”. Nessun futuro, alle prossime elezioni, come candidato: “No. Perché dovrei fare una cosa che mi diverte meno e guadagnare meno? Perché dovrei smettere di essere opinionista per essere un ospite fra tanti? O cancellare un patrimonio creato con fatica. In anni di sofferenza e di analisi, ho scoperto che è meglio essere al di là del potere che rincorrere il potere”.




