Sorride Ilaria Salis, con una camicia colorata che fa molto Cuba, insieme ad Aleida Guevara, «compagna, dottoressa e figlia del Che, che emozione!», scrive sui social la Santa Patrona delle occupazioni abusive. Martedì sera la delegazione italiana dello European Convoy for Cuba, di cui fa parte pure Mimmo Lucano, è sbarcata all’aeroporto internazionale José Martí dell’Avana. «Abbiamo consegnato le tonnellate di medicinali raccolti grazie alle vostre donazioni», ha spiegato l’onorevole di Alleanza Verdi Sinistra.
«Una missione di solidarietà internazionale per portare aiuti critici ai cubani strangolati dall’amministrazione Trump, che li sta costringendo a una grave crisi sanitaria, energetica e sociale», hanno sottolineato dal coordinamento della campagna “Let Cuba Breathe”. Che Guevara, bandiera della sinistra radicale sventolata con orgoglio dalla Salis, fu in prima linea nella costruzione dei campi di lavoro forzato cubani di Guanahcabibes, dove furono spediti i cittadini che si erano macchiati di “gravi crimini contro la morale rivoluzionaria”, ovvero religiosi, ribelli non politici, omosessuali e “pervertiti”. Sulle porte dei campi di lavoro campeggiava una scritta eloquente: “Il lavoro vi renderà uomini”. Ilaria, la paladina dei diritti degli ultimi, lo sa o lo ha rimosso?
Ilaria Salis, "che emozione": clamoroso, ecco chi è la donna accanto a lei
"Stiamo partendo per Cuba per portare aiuti umanitari porteremo farmaci alla popolazione". Lo ha affermato l...A sostegno della campagna pro Cuba c’è anche la Cgil. Gianna Fracassi, segretaria generale del comparto scolastico del sindacato rosso, ha spiegato_ «Dove ci sono conflitti e sanzioni, l’istruzione è la prima a pagarne il prezzo. Difendiamolo, ovunque. Lascia che Cuba respiri». L’European Convoy for Cuba promosso dall’Aicec (l’Agenzia per l’interscambio culturale ed economico con Cuba) ha raccolto 45mila euro, grazie al contributo di grandi organizzazioni internazionali e di oltre 700 donatori individuali. Cinque le tonnellate di medicinali, per un valore stimato di circa 500.000 euro, portate all’Avana per rimpolpare il sistema sanitario cubano.




