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Gruber: Dio, le destre e la guerra, ecco il Vangelo secondo Lilli

La conduttrice di La7 durante Otto e Mezzo si è occupata di religione. Naturalmente usandola contro Giorgia Meloni e Donald Trump
di Alberto Busaccagiovedì 14 maggio 2026
Gruber: Dio, le destre e la guerra, ecco il Vangelo secondo Lilli

3' di lettura

Il Vangelo secondo Lilli. Lilli Gruber, ovviamente. Che martedì sera, a Otto e mezzo, su La7, forse stufa di prendersela sempre con la Meloni e con Trump, ha deciso di occuparsi nientemeno che di Dio. Naturalmente usandolo contro la Meloni e Trump. L’ospite d’onore della puntata era Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei. Insieme a lui, il direttore del Fatto Marco Travaglio (che, come spesso gli capita, era l’opinionista più di destra della trasmissione) e l’attivista Cathy La Torre, che ha esaltato Papa Leone e la maternità surrogata, senza spiegare bene come le due cose possano stare insieme... «Naturalmente», ha esordito la Gruber per far capire subito dove voleva andare a parare, «per il cardinale Zuppi abbiamo tante domande: da Trump alle guerre fino alla strumentalizzazione della religione da parte delle destre» (mi raccomando, destre va sempre al plurale per aumentare il senso di pericolo incombente).

Già, la puntata era in effetti centrata su questo: il rapporto delle destre con Dio. Odi Dio con le destre. O forse della Gruber con le destre. Sul fascione blu, nella parte alta dello schermo, la sintesi era questa: «Le destre che arruolano Dio». Ullalà, addirittura. Gott mit uns, come ai tempi dei nazisti. La presenza di Zuppi era quasi superflua, la conduttrice aveva già pianificato tutto prima ancora di sentirlo parlare. Ma insomma, visto che l’aveva invitato, qualche domanda gliel’ha fatta comunque. Ovviamente quel tipo di domande che contengono già la risposta. Ecco la prima: «Monsignor Zuppi, le voglio chiedere delle destre, quelle al potere oggi, che arruolano Dio. Perché si ha l’impressione che ci sia una strumentalizzazione della religione a fini politici che non so se vada tanto bene, adesso lei ce lo spiegherà. E sembra finita pure l’epoca della laicità dello Stato. Con le destre radicali ed estreme siamo arrivati a un mondo in cui Dio viene usato dalla politica per giustificare tutto: guerre, propaganda, discriminazioni, politiche violente contro l’immigrazione. Che epoca è, secondo lei, questa?». Non ci soffermiamo sulle risposte di Zuppi, pur interessanti, perché, come detto, erano quasi secondarie rispetto alle domande. Ma va segnalato che il presidente della Cei ha da subito un po’ smontato la conduttrice, ricordandole che «la strumentalizzazione della religione e delle chiese è una storia antica e trasversale», non quindi una prerogativa delle destre del 2026... La Gruber, comunque, non ha mollato la presa (figuriamoci) e ripresa la parola ha sfoderato il fotomontaggio di Trump in versione Gesù. Poi, la seconda domanda: «La consigliera spirituale del presidente americano ha detto che Trump, come Gesù, vincerà e risorgerà. È fede o blasfemia?». E ancora: «Non la preoccupa il fatto che il presidente del Paese più potente del mondo attacchi il Pontefice?».

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Sistemato Donald, è arrivato inevitabilmente il momento della premier: «Come risponde a chi dice, come per esempio la Meloni, che la pace si costruisce con la deterrenza e quindi con il riarmo?». E poi, il pezzo forte: «Torno al tema della strumentalizzazione della religione da parte delle destre radicali ed estreme. Quando lei sente la campagna della destra della Meloni con slogan come “Dio, Patria e Famiglia”, che cosa pensa? Non vogliamo fare i moralisti, ma a cominciare dalla presidente del Consiglio, per non parlare di vicepremier e ministri, nessuno ha la cosiddetta famiglia tradizionale...». La tirano fuori spesso, da sinistra, questa cosa della destra che «predica bene e razzola male», anche se in realtà non ha molto senso. Se una persona è separata non può parlare di famiglia? E perché? Sarebbe un po’ come dire che un eterosessuale non può occuparsi di diritti dei gay e uno nato in Italia non può occuparsi di migranti. Sarebbe curioso, no? Laconica, comunque, la risposta di Zuppi: «A me piacciono tutti e tre, Dio, Patria e Famiglia... bisogna andare a vedere i contenuti». Non c’è altro tempo. Un rapido passaggio da Travaglio e Cathy La Torre, poi la Gruber deve chiudere. La Messa è finita, andate in pace. Dio non sta con le destre, forse voterà per il campo largo. Gott mit Lilli. Forse...

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