Vauro Senesi salvato dalle toghe. Al centro la vicenda legata a Galeazzo Bignami. O meglio, all'insulto che il vignettista aveva rivolto al capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera. Quest'ultimo nel 2019 aveva registrato un video sulle case popolari di Bologna e dai citofoni si vedevano molti cognomi stranieri. L'obiettivo era contestare i criteri di assegnazione. Un "comportamento da str**" lo definì Vauro che per il giudice del Tribunale di Roma, Cristina Giovanna Cilla, non è diffamazione. La toga ha assolto il vignettista del Fatto che si pronunciò così durante la trasmissione Dritto e Rovescio, su Rete4.
Nelle motivazioni della sentenza, appena depositata, le parole di Vauro vengono definite "una aspra critica politica nei confronti di un’iniziativa ben precisa ad opera dell’odierna parte civile, all’epoca dei fatti già deputato della Repubblica Italiana". Per Cilla si trattava di un'iniziativa di protesta contro l’assegnazione di case popolari a cittadini extracomunitari, da cui "scaturiva un dibattito pubblico divisivo". Nessun dubbio, quindi, sulla "veridicità dei fatti oggetto di critica" e sull’"interesse pubblico rilevante a tal fine". Come pure sulla continenza delle espressioni utilizzate dal momento che l’espressione incriminata "è stata pronunciata dall’odierno imputato in riferimento alla condotta politica tenuta dal Bignami, non già in riferimento alla sua persona".
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Domenico Arcuri, ex-Commissario straordinario per la gestione del Covid-19, è oggi sotto la lente d’ingrand..."Il riconoscimento del diritto di esprimere liberamente le proprie opinioni – si legge ancora nella sentenza – non concerne unicamente le idee favorevoli o inoffensive o indifferenti, alla cui manifestazione nessuno mai si opporrebbe, ma è, al contrario, principalmente rivolto a garantire la libertà proprio delle opinioni che urtano, scuotono o inquietano". Ma non è tutto, perché il giudice ha ritenuto non censurabili altre espressioni attribuite a Vauro. Tra queste "se non è da str***zi è da idioti o criminali... se non sono due fascisti sono due pezzi di m***a" dal momento che non sono state mai oggetto di contestazione, e "la stessa parte offesa riferiva soltanto in ordine all’espressione ‘str*zi’".




