Libero logo

Sigfrido Ranucci, follia-sinistra: dopo l'arresto degli attentatori, attaccano il governo

di Alessandro Gonzatomercoledì 1 luglio 2026
Sigfrido Ranucci, follia-sinistra: dopo l'arresto degli attentatori, attaccano il governo

3' di lettura

Scampata la tragedia è ricominciata la farsa. Arrestati i quattro attentatori di Sigfrido Ranucci – a ottobre 2025 hanno messo una bomba sotto la sua auto parcheggiata di fronte a casa, a Pomezia (Roma) – la sinistra prova goffamente a strumentalizzare di nuovo la vicenda. Ci aveva già tentato l’indomani, al parlamento europeo, chiedendo un dibattito «sull’attacco ai valori democratici dell’Unione», iniziativa dem in ossequio alla tesi della segretaria Elly secondo la quale in Italia «con l’estrema destra al governo» erano e sono a rischio «la democrazia» e «la libertà di espressione». Una prece e una pausa teatrale. Ora il Pd prova a superarsi, impresa ardua ma non impossibile: «Crediamo che, insieme alla solidarietà, l’impegno che il governo (soprattutto il governo) – hanno scritto così – e le forze politiche debbono assumere è quello di difendere e sostenere il giornalismo d’inchiesta, difendere il pluralismo e il ruolo del servizio pubblico, non lasciare soli, anche nella tutela legale, i propri giornalisti più rappresentativi». Tra i firmatari della nota, Debora Serracchiani e Giuseppe Luciano Calogero Provenzano detto Peppe, per i quali – si capisce – il giornalismo d’inchiesta è tale solo quando attacca “le destre”, e che tempi, compagni, quando in nome del pluralismo la sinistra, in Rai, lottizzava pure il cavallo di Viale Mazzini. Nitriti democratici, ovviamente.

I MAESTRI
Tocca ai 5Stelle, quelli che hanno fatto del taroccamento dei video una professione, che diversi prima non avevano: «Prendiamo atto della rinnovata solidarietà da parte dei vertici Rai e del loro “sostegno al giornalismo d’inchiesta”. L’occasione», spiegano i contiani, «è gradita per rinnovare l’invito a essere conseguenti a queste parole o a farsi da parte. Ci rivolgiamo direttamente all’amministratore delegato, Giampaolo Rossi: è disponibile a restituire le quattro puntate sottratte a Report per la prossima stagione? Ma soprattutto è disponibile a tornare indietro sulla scelta vergognosa di non garantire la tutela legale a Ranucci nel caso di Cipriani a Minetti?». Che il tribunale ha smontato pezzo per pezzo, ma non ditelo ai pentastellati della commissione Vigilanza Rai, presieduta da Barbara Floridia.
Eccola, la Floridia: «Il cauto sollievo di questa mattina non può far dimenticare che, dopo quell’attacco, una parte politica preferì accanirsi contro Ranucci e la redazione di Report, trasformando le vittime in bersagli di una serie di attacchi vergognosi, che pesano come un macigno sulle spalle di chi li ha compiuti. Un servizio pubblico che si rispetti», ha spiegato Floridia, «dovrebbe difendere chi rischia perfino la vita per cercare la verità, non lasciarlo solo quando ne ha più bisogno». Una presidente della commissione Vigilanza Rai che si rispetti, invece, non pubblicherebbe mai sui social interventi tagliati ad arte di giornalisti allo scopo di fargli dire ciò che non hanno detto, e infatti la Floridia l’ha fatto.

LA COPPIA
Attenzione, è il turno di Angelo Bonelli della Bonelli&Fratoianni: «Innanzitutto rinnoviamo la nostra solidarietà a Ranucci e Report, oggetto di una sistematica campagna di denigrazione e delegittimazione da parte, non solo del governo, ma della destra che governa questo Paese (ah, pensavamo un altro, ndr). Arriva Fratoianni: «Voglio mandare un messaggio ai vertici Rai: non basta la solidarietà. Bisogna proteggere il giornalismo d’inchiesta, messo in pericolo non solo dalle bombe ma anche da chi vuole impedire che svolga il suo lavoro». Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è congratulato con gli investigatori e ha sottolineato: «È l'ennesimo caso che dimostra la capacità delle nostre forze dell’ordine anche sugli episodi più insidiosi che vengono portati a compimento. Mi sento di rassicurare chi fa il giornalismo d'inchiesta in Italia. Siamo molto attenti non solo con il lavoro delle forze dell'ordine, ma abbiamo addirittura un osservatorio sugli atti di intimidazione rivolti verso i giornalisti; quindi, è una delle priorità tra le azioni di prevenzione e contrasto». Chiudiamo con l’inchiesta. Adesso è caccia ai mandanti, che avrebbero favorito la fuga. In un’intercettazione si sente uno degli arrestati dire: «Mi contattò uno... lo sai com’è... quando vai a Roma... La bomba sono andato a mettere là! Facciamo la storia». Faranno la fine che devono fare, in galera. Nel frattempo la sinistra ha ricordato a tutti perché non vince le elezioni da vent’anni.

Sigfrido Ranucci sull'attentato: "Inquietante", cosa emerge dalle carte

Sigfrido Ranucci commenta i quattro arresti in merito all'attentato compiuto ai suoi danni lo scorso ottobre. &...