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Meloni sul Quirinale, il sondaggista Noto: "Prima mossa in un gioco di scacchi"

mercoledì 1 luglio 2026
Meloni sul Quirinale, il sondaggista Noto: "Prima mossa in un gioco di scacchi"

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"La prima mossa in un gioco di scacchi". Antonio Noto sintetizza così quanto fatto da Giorgia Meloni, ossia detto chiaro e tondo che "un presidente della Repubblica di destra potrebbe non essere più un tabù". "Se il centrodestra vince le elezione potrebbe tranquillamente far eleggere il suo candidato al Quirinale - premette il sondaggista all'Ansa -. E questo, con il premio di maggioranza, vale anche per il centrosinistra".

In ogni caso, "anche se di solito non viene mai eletto un presidente di parte tout court, c'è sempre qualcuno dell'opposizione che si abbina nel voto, anche semplicemente per realpolitik". Per il direttore di Noto sondaggi "anticipare così tanto" il dibattito sul Colle "può sembrare pretestuoso, perché non c'è un nuovo Parlamento e non c'è ancora la campagna per il presidente della Repubblica. Ma, d'altra parte, vuol dire fare la prima mossa in un gioco scacchi. Meloni mette un punto dicendo diverse cose. In primis racconta di un centrodestra che si riconfermerà alle prossime elezione. E poi manda un messaggio: 'Non pensate che il centrodestra non possa eleggere il suo candidato'. Per il resto tutti hanno letto nelle sue parole 'sono io il candidato presidente', ma - anche se sarebbe un'ambizione legittima - lei non si è spinta a tanto". Come riportato dal Secolo d'Italia, il ragionamento del sondaggista fa pensare che l'agitazione della sinistra sia legata al fatto di essere ben lontana da ritenere la vittoria possibile, a dispetto di quello che va sbandierando.

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"Si pensava che niente potesse cambiare e invece si è dimostrato che le cose potevano cambiare" e "non è detto che non possa superarsi anche questo altro grande tabù, quello di avere un Presidente della Repubblica che non è di centrosinistra", sono state le parole precise del premier a Quarta Repubblica. Affermazioni che hanno subito scatenato la sinistra. "La Presidenza della Repubblica è un'istituzione che non può diventare oggetto di spartizione politica, perché parliamo della garanzia di tenuta costituzionale. È ciò che garantisce che persino il più aspro dibattito della dialettica politica possa svolgersi dentro un quadro pienamente democratico", sono state le parole di Nicola Fratoianni mentre Giuseppe Conte arriva a dire che "Meloni e il governo hanno trasformato le istituzioni in un palco da campagna elettorale, si concentrano sulla legge elettorale e mirano al Quirinale". 

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