"Non mi pento, a differenza vostra". Sigfrido Ranucci, suo malgrado, è il personaggio della settimana. E reagisce in maniera piuttosto scomposta alle domande di Alessandro Beccalossi, inviato di Esperia.
Il giornalista viene raggiunto al termine del suo spettacolo a Villafranca Veronese e viene incalzato, con garbo, su Valter Lavitola, faccendiere nonché suo amico personale che secondo i pm di Roma sarebbe il mandante dell'attentato contro lo stesso conduttore di Report dell'ottobre 2025.
Ranucci si pente del suo rapporto con Lavitola? "Non mi pento, a differenza vostra che avevate detto che eravate indipendenti poi vi siete pentiti e siete diventati dipendenti dei filo-israeliani. Hai sentito cos'ha detto Dettori? Che sono parte di un progetto del pensiero filo-israeliano... Anzi ha detto una cosa in più: che sono avariati, pure loro come i giornali".
"Ci viene da ridere perché inventa delle cose di sana pianta - è la replica di Gino Zavalani di Esperia -, dice che Dettori ha detto che Esperia è avariata, manco fossimo dei pesci. Ovviamente, dichiarazioni inesistenti. Ranucci la butta in tribuna, cioè da una parte dice non mi pento del rapporto di amicizia con Lavitola e nonostante questo sia un caso mediatico, attuale, importantissimo, Ranucci preferisce parlare ancora una volta di Esperia".
Lavitola è iscritto alla massoneria, ma questo non turba il giornalista di Rai 3: "In Parlamento ce ne sono tanti di iscritti. Io non collaboro con nessuno. Sai quanti amici c'ha Lavitola? C'aveva anche amici iscritti alla loggia di Montecarlo, mi pare".
Anche alla luce di questo, l'imprenditore, più volte finito nei guai con la giustizia, può ancora essere considerato una fonte affidabile, come lo ha definito nelle scorse ore Ranucci? "Lavitola è un po' la scatola nera del Paese. Sei qui per questo no? Ce ne avete tante di scatole nere dentro Esperia", taglia corto Mister Report, con un'altra stilettata la suo intervistatore.
"Qui Ranucci onestamente ci lascia perplessi a tutti perché continua a difendere l'amico Lavitola - conclude Zavalani -. Del fatto che Lavitola fosse un massone minimizza dicendo che tanti politici sono massoni e che se ci piacerebbe sapere quali. Inoltre dei suoi rapporti di amicizia li rivendica e infine lancia una provocazione. Dice che Lavitola oltre ad essere una fonte attendibile perché è una scatola nera importante di questo paese, dice che Esperia anche lei ha tante scatole nere. Ecco vogliamo rassicurare Ranucci e tutti gli amici che ci ascoltano, Esperia non ha né amici massoni né tantomeno pluri pregiudicati".




