Se Sigfrido Ranucci non esistesse, qualcuno potrebbe pensare a lui come soggetto principale di un thriller. O meglio, di un libro. Già perché il giornalista, oltre a essere il conduttore della trasmissione televisiva Report, è anche uno scrittore. E ci tiene molto che le sue opere letterarie siano apprezzate dai lettori, come ha ben evidenziato Selvaggia Lucarelli nella sua rubrica "Vale tutto". Ci sarebbe infatti una recensione apparsa su Amazon del libro "La scelta" di Ranucci risalente al 19 febbraio 2024. Un'ottima recensione con tanto di 5 stelle: "Un capolavoro sulla lotta quotidiana per libertà di informazione”. Testo: “Appassionante, contiene diversi piani narrativi, tra il rigore delle inchieste, il dietro le quinte, parti intimistiche, con punte altamente emozionanti commoventi. Un romanzo dei nostri tempi”. L'account si firma così: Emilio Cresci.
Un letture particolarmente entusiasta? Un fan accanito di Report? Non proprio. Sempre secondo Selvaggia Lucarelli, l'account che ha postato questa recensione avrebbe un altro nome. Quale? "Sigfrido Ranucci". Quella ingenua recensione è poi stata rimossa - ha spiegato la Lucarelli -, ma c’è chi ha fatto in tempo a vederla e condividerla con altre persone. Quelle persone sono colleghi e non in una trasmissione qualunque, perchè lavorano o lavoravano a Report".




