Un inatteso faccia a faccia per Sigfrido Ranucci. Durante la presentazione del suo libro Diario di un trapezista ad Asiago, in provincia di Vicenza, il giornalista di Rai 3 è stato bruscamente interrotto da un medico, Roberto Rigoli, ex capo delle Microbiologie in Veneto, che in passato era stato coinvolto in un processo per i tamponi rapidi e oggetto di un'inchiesta di Report.
Nel frattempo il professor Rigoli è stato assolto da quella vicenda e oggi Ranucci è imputato in un processo per diffamazione aggravata. "Se lei ammette davanti a tutti l'errore, almeno di quella trasmissione lì, io sono felice", gli ha detto Rigoli.
"Io posso ammettere gli errori che vogliamo, ma se lei dice che in quella trasmissione abbiamo detto il falso, lei non dice il vero", la replica del conduttore di Report, il cui posto in Rai è a rischio a causa delle molte zone d'ombra legate al suo rapporto con Valter Lavitola, arrestato perché considerato il mandante dell'attentato ai danni dello stesso Ranucci.
"È bene dire che è stato colpito un innocente", ha ribattuto Rigoli, che ha chiesto al conduttore se credesse nella sua innocenza. "Se lo dice la magistratura lei per me è innocente - ha risposto Ranucci -. Però in questo momento io non sono neanche indagato ma sono quello che si è messo la bomba da solo".
Rigoli ha ripreso la parola per dirgli che "io sono solidale con sua figlia, perché sua figlia ha sofferto quanto mia figlia per tre anni e come ha sofferto la mia famiglia". Al termine della presentazione, i due si sono stretti la mano.




