Le presunte avances di Ranucci scatenano il caos tra due colleghe. La prima, Angela Camuso, giovedì scorso ha scritto a Il Tempo che si era proposta come inviata di Report e in cambio – parliamo del 2018 – avrebbe ricevuto da Sigfrido complimenti sul fisico, «commenti alla foto di WhatsApp», il tutto – ha raccontato - «per dirmi che ero in grande forma».
Poi Camuso avrebbe ricevuto apprezzamenti per lo «sguardo luminoso» e inviti per incontri «a sera inoltrata», non accolti dalla giornalista. La quale ieri, sull’edizione online de Il Tempo, ha tirato in ballo la collega Anna Germoni, che a detta della Camuso avrebbe a sua volta ricevuto avances da Ranucci. Ma la Germoni – sentita da Libero – s’è ribellata: «Angela è stata scorretta, non voglio espormi, ho già parlato col mio avvocato, non ho le prove».
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È successo che la Camuso, su iltempo.it, ha riferito di una telefonata con la Germoni: «Angela», avrebbe detto Germoni, «lo sai che è successo pure a me? Anzi, mi è successo di peggio. Ha fatto la stessa cosa che ha fatto con te, solo che io ci sono andata a cena e durante la cena mi ha detto, quando io gli ho chiesto se c’era la possibilità di lavorare a Report, che “se lo invitavo a casa mia una sera se ne poteva parlare”. Gli ho detto “no guarda, riaccompagnami alla mia macchina. Ci sono rimasta malissimo. Mi ha riaccompagnato alla macchina, che era parcheggiata vicino a via Teulada, e non l’ho mai più visto. Però io, Angela ho paura di dirlo, l’avvocato mi ha detto che è troppo rischioso perché non ho più le chat, non ho come te le chat perché erano di Telegram e si sono cancellate, ma vediamo, aspettiamo, magari si fa avanti una terza, perché chissà quante siamo Angela. È grave, perché a me ha dato l’illusione di un lavoro e però mi ha detto “se vengo a casa tua, se mi inviti a casa tua a cena ne parliamo”».
Sigfrido Ranucci, un video imbarazzante: "Contro di me gogna senza precedenti a livello mondiale"
Sigfrido Ranucci torna a parlare e lo fa attraverso un video pubblicato su Instagram. L'occasione? Il suo spettacolo...Dicevamo che abbiamo chiamato la seconda donna per avere la sua versione. Eccola: «Non l’ho autorizzata a dire quelle cose. L’avevo chiamata per darle la mia solidarietà, stop». Le chiediamo: «Quindi ti ha attribuito cose che tu non le avevi detto?». Risposta: «Allora, scusami, io stavo scrivendo un’inchiesta carina che esce domani... Angela mi ha captato...». «D’accordo, ma quelle cose tu le hai dette?». «Sentite... mi state mettendo nei casini. Ho chiamato Angela per darle solidarietà. Poi non ho prove, quindi non posso dire nulla, ok? Non voglio espormi. Le ho detto “Angela, lo so che mi stai registrando...”, le ho detto di no, ho anche i messaggi scritti. È stata scorretta, sta usando lo stesso metodo di Ranucci. Sai quante avances ci stanno fuori...». Non andiamo oltre e ci congediamo. Torniamo a Sigfrido, che si sottovaluta. Nel giorno del suo 65esimo compleanno – mille di queste inchieste (tutte contro la Meloni) – Ranucci ha pubblicato un video in cui dice che è «vittima di una character assassination che forse non ha precedenti nella storia del nostro Paese, forse anche a livello mondiale», ma dimentica la moltitudine, poi assolta o nemmeno arrivata in tribunale, che Report ha infangato senza uno straccio di prova. Il supereroe investigativo, vulnerabile solo alle vongole di Lavitola – la sua kryptonite – nel filmato pubblicato sui social attacca «gli oltre 2mila articoli» in due mesi che l’hanno riguardato.
Sigfrido probabilmente è affetto da invidia competitiva: dannazione, ci fosse stato un Ranucci di destra da inchiodare, il Sigfrido di sinistra si sarebbe aggiudicato il “Premio Clesio Gomes Tavares per il giornalismo imparziale”. Ranucci lamenta la «gogna politica da parte dei giornali di partito». Per fortuna in tutti questi anni ci siamo potuti abbeverare alla fonte indipendente di Report. Anzi, alle fonti, cristalline, non come quell’affaraccio torbido della Meloni che ha concesso un selfie a uno sconosciuto di cui sette anni dopo, scoop di Ranucci che ci ha costruito una puntata, abbiamo scoperto i precedenti penali. La premier, prima del clic, doveva chiedergli il casellario giudiziale. Deve aver imparato la lezione ranucciana, dato che non ci risultano foto del presidente del Consiglio con Ilaria Salis. Torniamo al video. Il segugio investigativo annuncia che «per chi vuole, domani (oggi, ndr) c’è uno spettacolo da vedere, “Diario di un trapezista”», ovviamente autobiografico come il libro in cui esalta la sua ars amatoria che però, l’ha spiegato di recente il Sigfrido, è un po’ romanzata. Ci è crollato un mito.
GRAN FINALE
Sigfrido, nel video-social, promette: «Al termine dello spettacolo mi fermerò con voi per scambiare delle opinioni, stringervi la mano e scattare una foto», e diamo per scontato – informazione di servizio – che prima bisognerà risultare incensurati, come l’amico fraterno Lavitola. «Dopo lo spettacolo», spiega, «molte cose vi saranno più chiare». Ad esempio il motivo della telefonata con Lavitola dopo che l’amico fraterno, accusato d’essere il mandante dell’attentato subito da Sigfrido, era stato perquisito. La Rai in queste ore dovrebbe decidere sulla sospensione o lo spostamento del conduttore, la cui posizione comunque vada è compromessa anche nella stessa redazione di Report, che al di là di alcune dichiarazioni di facciata l’ha scaricato sia per l’inchiesta (a oggi non è indagato) che per la gestione personalistica, il paragone con Falcone, Borsellino, Piersanti Mattarella e Moro, l’ego smisurato. Non bastasse gli è arrivata pure una mazzata da Angelo Bonelli, già scopritore di Soumahoro e Salis: «Ranucci candidato con Avs? Un’invenzione», ha dichiarato al Corriere. Speriamo che sia solo tattica.




