Libero logo

Juventus, Spalletti perde Yildiz e la pazienza

di Renato Bazzinimartedì 25 agosto 2026
Juventus, Spalletti perde Yildiz e la pazienza

3' di lettura

La Juventus perde il giocatore più importante della rosa nel ruolo più coperto. Un paradosso che spiega la tranquillità di Luciano Spalletti all’idea di dover fare a meno di Kenan Yildiz e il nervosismo per il pensiero di dover rinunciare a un altro centravanti oltre Kolo Muani. Il giocatore più importante della rosa è appunto Yildiz, il dieci più altri dieci, così doveva essere ma così non sarà per un paio di mesi. Lo staff sanitario bianconero sta infatti valutando l’operazione chirurgica per sistemare la frattura al piede sinistro rimediata dal turco nella seconda parte della sfida con il Frosinone: ieri gli esami al J-Medical, oggi la decisione. La sostituzione non era quindi dovuta a una scelta tecnica di Spalletti, il che conferma l’intenzione del “dieci più altri dieci” di cui sopra, bensì a un colpo subito e a un dolore insopportabile.

L’operazione chirurgica permetterebbe di risolvere il problema sul nascere, evitando altri problemi collaterali come gli infortuni muscolari dovuti a una postura sbagliata. L’idea nasce dall’esperienza: Yildiz è infatti reduce da un finale di stagione e da un Mondiale problematici in cui aveva provato a gestire l’infiammazione al ginocchio con la terapia, e non ha tutta questa voglia di riprovare l’esperienza. Anzi, i due mesi di stop per l’operazione gli permetterebbero di risolvere definitivamente anche eventuali residui fastidi al ginocchio. Yildiz è fondamentale per la Juventus e per Spalletti, ben più di quanto non si dica tra i tifosi che pretendono un salto di qualità definitivo, ma occupa la casella più coperta della rosa: Boga e Alajbegovic preferiscono giocare lì, a sinistra, mentre a destra, oltre a Conceicao e Zhegrova, c’è Nico Gonzalez che sembra avere feeling con Spalletti e potrebbe infine restare. I giocatori sulla trequarti, insomma, non mancano, e non mancherebbero nemmeno il centravanti di scorta se David fosse ancora considerato utile alla causa bianconera.

Ma così non è. Contro il Frosinone è rimasto in panchina, dopo un’estate in cui Spalletti ha cercato di non nominarlo nelle interviste. Il mister chiede a voce sempre più alta un centravanti di peso, struttura, presenza fisica, insomma tutto il contrario rispetto al canadese. Lo vuole per avere un’alternativa tattica, ma anche per mettere pressione a Kolo Muani, a cui è richiesta una leadership emotiva, oltre che tecnica: «L’abbiamo coccolato e sappiamo qual è il suo valore, ma si deve rendere conto che è due anni che non gioca e un motivo ci sarà. A volte si crede di essere di un livello eccezionale e poi invece hai lasciato qualcosa da parte e lo devi andare a riprendere. In queste partite deve segnare». Faceva così anche con Osimhen al Napoli e prima con Icardi all’Inter e Dzeko alla Roma. Se il centravanti di scorta non può essere David, allora non può essere neppure Zirkzee: in questo senso Spalletti dice che ne serve uno “diverso”. Segnali chiari che Carnevali proverà a cogliere. Insomma qualcosa la Juventus deve fare (intanto ieri è statochiuso l’accordo per Grabara, come secondo portiere in arrivo dal Wolfsburg). Iniziare la stagione con Spalletti che si sente poco ascoltato e Kolo Muani sotto pressione ricorderebbe sinistramente il clima di tensione che si era creato con Comolli.