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Ranucci, Di Bella avverte la Rai: "Numerosi precedenti di reintegro"

venerdì 28 agosto 2026
Ranucci, Di Bella avverte la Rai: "Numerosi precedenti di reintegro"

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A In Onda, su La7, si parla del futuro di Sigfrido Ranucci e della sua possibile rimozione come conduttore di Report. In collegamento con lo studio di Marianna Aprile e Luca Telese c'è Antonio Di Bella, ex direttore di Rai 3.

A differenza di molti, il giornalista invita alla prudenza, chiedendo di attendere gli sviluppi della magistratura prima di trarre conclusioni. "Fermo restando che aspettiamo le risultanze della magistratura, io vorrei dire due cose. Io ho fatto il direttore di Rai 3 e degli approfondimenti e con Report ho dovuto fronteggiare molte accuse e proteste da destra e da sinistra. Accuse e proteste che ho sempre respinto e difeso l'autonomia giornalistica di Report".

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Sulla possibile rimozione di Ranucci, poi, Di Bella afferma: "Vorrei mettere in guardia che sulla base di questi elementi, tutt'ora piuttosto incerti, si arrivi a una sostituzione di Ranucci perché per esperienza personale ho visto due sostituzioni: una di Santoro, sostituito e reintegrato dal magistrato, e una in cui sono stato coinvolto personalmente, perché la Rai mi nominò al posto di Ruffini a Rai 3 e dopo pochi mesi Ruffini vinse, fu reintegrato e io finii a New York. Quindi attenzione alle rimozioni, perché per giusta causa ci sono numerosi precedenti di reintegro in tempi brevi. 

In Onda, sul caso Ranucci, è intervenuto anche Paolo Mieli. L'ex direttore del Corriere ha voluto sottolineare, da testimone diretto, che non fosse il conduttore di Report ad avere ambizioni politiche, ma era Valter Lavitola ad averle per lui: "Non era Ranucci che aveva queste ambizioni politiche, era Lavitola che le aveva per lui. E Ranucci, come capita a dei giornalisti, si faceva semplicemente lusingare. Lui onestamente, io l'ho conosciuto e ci ho parlato, non coltivava ambizioni politiche". 

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