Ieri, per la prima volta, due dei quattro arrestati accusati di essere gli esecutori materiali dell’attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, hanno risposto a tutte le domande dei pm nel carcere di Rebibbia. «Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello», spiegano i loro avvocati Generoso Pagliarulo e Antonio Falconieri, «hanno avuto rapporti solo con Gomes Clesio Tavares», il factotum del mandante dell’azione dinamitarda, l’ex editore Valter Lavitola.
Dunque «non conoscevano Ranucci, né Lavitola e hanno confermato che non volevano far del male a nessuno». Passariello, che con Saverio Mutone piazzò la bomba, ha raccontato di aver pensato che l’ordigno fosse per un pregiudicato. I due indagati hanno anche spiegato di non avere mai ricevuto indicazione di sparare contro il muro. Il loro interlocutore, Clesio Tavares, avrebbe sempre e solo parlato di un ordigno. Quindi nessuno ha confermato la versione che Lavitola ha dato nell’interrogatorio di garanzia.
Dopo le frasi a Libero il pm vuole sentire l'amico di Lavitola
Dopo l’intervista di Libero all’avvocato napoletano Lucio Varriale, la Procura di Roma ha acceso un faro sul...Per gli inquirenti l’aspetto più importante da verificare era se i due conoscessero il faccendiere o, anche, Ranucci. Ma entrambi hanno risposto negativamente. D’Avino ha ammesso di avere fatto il sopralluogo davanti alla casa del conduttore di Report insieme a Tavares, Mutone e alla compagna Marika De Filippis, come già ricostruito dagli investigatori. Dopo il lungo confronto con i magistrati la linea della difesa resta la stessa: «Sono stati toccati i temi che già sapevamo. Il perimetro del mandato è quello della prima ordinanza, ovvero la richiesta di Tavares di collocare l'ordigno sotto casa di Ranucci e non i colpi di pistola» sottolineano i legali. E aggiungono che di fronte ai magistrati D’Avino e Passariello «hanno risposto a tutte le domande, non si sono sottratti».
Attentato a Ranucci, il Tg1 scova Tavares: "Tornerò e parlerò con i magistrati"
"I nostri assistiti hanno confermato, come da ordinanza di custodia cautelare, di avere avuto il mandato per l'...Le dichiarazioni dei legali sarebbero state concordate con la Procura e i verbali sarebbero stati segretati. Nelle prossime ore i difensori, che puntano ad escludere l’aggravante del metodo mafioso, presenteranno «un’istanza per l'attenuazione della misura cautelare», verosimilmente i domiciliari, «se non una sua revoca», in quanto, secondo loro, non ci sarebbe pericolo di fuga, né rischio di inquinamento probatorio.
La richiesta sarà passata al vaglio del pm e del gip: la risposta potrebbe arrivare a stretto giro. Nei prossimi giorni dovrebbero essere sentiti anche gli altri due indagati, Mutone, pure lui in carcere, e la De Filippis, la quale, essendo incinta, si trova attualmente ai domiciliari.




