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Ranucci, soffiata degli 007 dietro le foto-scandalo di Renzi. E Giuseppe Conte...

domenica 6 settembre 2026
Ranucci, soffiata degli 007 dietro le foto-scandalo di Renzi. E Giuseppe Conte...

2' di lettura

Emergono nuovi e inquietanti dettagli sul vecchio scoop di Report, la foto scattata a Matteo Renzi in Autogrill. E si allungano ulteriori ombre su Sigfrido Ranucci. Dietro a quelle foto, infatti, ci sarebbe stata una soffiata degli 007. E Giuseppe Conte, sempre quegli scatti, come rivela Il Giornale, li vide prima della messa in onda della puntata.

A sostenerlo è una fonte appartenente al mondo dell’intelligence, che ricostruisce una vicenda destinata a riaprire interrogativi sulla gestione di quelle immagini e sui rapporti tra politica, servizi segreti e informazione. Il punto di partenza resta quel 23 dicembre 2020, quando Renzi incontrò Marco Mancini nell’area di servizio di Fiano Romano. Un colloquio durato 14 minuti, immortalato da una professoressa presente sul posto attraverso due video e tredici fotografie.

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Quei materiali sarebbero poi arrivati a Report, che li mandò in onda il 3 maggio 2021. Ma, secondo la ricostruzione riferita al Giornale, il filmato sarebbe stato mostrato a Conte già nelle settimane precedenti, quando era ancora presidente del Consiglio e aveva la delega sui servizi. La visione sarebbe avvenuta prima delle nomine dei nuovi vertici dell'intelligence, a fine gennaio 2021.

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Resta poi da chiarire il ruolo di Ranucci. Il 27 aprile Carlo Parolisi, allora uomo dei servizi e colui che identificò Mancini per Report, contattò il conduttore. Una circostanza che, alla luce dei tabulati, assume un significato diverso rispetto alla spiegazione ufficiale secondo cui la telefonata sarebbe servita semplicemente a fornire l'identità dello 007.

«I motivi sono molti», spiega una fonte interna. Alla richiesta di indicarne almeno uno, la risposta è: «Purtroppo non glielo posso dire, è una questione riservata dei servizi». Sul fondo resta anche l'inchiesta della Procura di Roma relativa a Giuseppe Del Deo, ex numero due dell’Aisi e poi del Dis, finito sotto indagine per presunte attività di dossieraggio e peculato. Una vicenda che si intreccia con la gestione dei fondi e con gli equilibri interni all'intelligence.

E torna così anche una vecchia dichiarazione di Conte. Nel dicembre 2022 aveva affermato: «I servizi non mi hanno fatto vedere nulla». Ma aveva ricordato che il caso era esploso su Report mentre lui «stava andando via». Una ricostruzione temporalmente contestata da Renzi: «Come faceva Conte a sapere dell’incontro all’Autogrill con Mancini “verso la fine del suo governo”, quando la notizia diventa pubblica a maggio del 2021?».