Riparte la nuova stagione di Piazzapulita su La 7 e, come sempre, alla conduzione del programma d’attualità e approfondimento dell’emittente di Urbano Cairo ci sarà Corrado Formigli. Intervistato da Repubblica alla vigilia del “su il sipario”, il conduttore ammette subito di aver incassato il no del premier Giorgia Meloni ad un’ospitata: “L’ho invitata, naturalmente, mandandole un messaggio, a cui non ha risposto. Però alla nostra Roberta Benvenuto, che le ha rinnovato l’invito, ha detto: ‘Adorooo. No’. Sbaglia a non venire. È molto brava in tv e verrebbe fuori un’intervista molto interessante”.
Nel nuovo format della trasmissione, più spazio alle inchieste: “Quanto accaduto a Report ci ha fatto riflettere sull’importanza di presidiare questo spazio”. Su Ranucci, Formigli non ha dubbi sui suoi errori: “È chiaro che la destra non vedeva l’ora di sbarazzarsene. Ho trovato fuori luogo che sia intervenuto persino il presidente del Senato, La Russa. Non ha torto, Ranucci, quando parla di character assassination, a cui hanno partecipato molti suoi colleghi. Detto questo penso che Sigfrido abbia sbagliato nello stringere un rapporto così stretto con una persona come Lavitola. Ha finito per mettere in imbarazzo la sua squadra”.
Sigfrido Ranucci, strano caso in Rai: lettere anonime e accuse di molestie? Zero controllori
Uno strano silenzio intorno a quanto accadeva per mano di Sigfrido Ranucci. Gli audit interni della Rai sul conduttore d...Anche Formigli, in passato, ha avuto a che fare però con Lavitola: “All’epoca della casa di Montecarlo lo inseguii persino nei Caraibi per Annozero e lì feci lo scoop di filmare il jet privato di Lavitola col quale arrivò per orchestrare, col governo di Saint Lucia, l’annuncio che la casa apparteneva al cognato di Fini, Giancarlo Tulliani”. La sua descrizione di Lavitola fa capire il personaggio: “In apparenza affabile, scaltro, generoso, ma con molti agganci nei servizi segreti di paesi corruttibili, e quindi pericoloso. Come puoi fidarti di uno così?”. Sulla frase di Ranucci sulla cena con Totò Riina, Formigli ammette: “E sono d’accordo. Ma non diventarne amico. Se tu attacchi il potere, col giornalismo, non devi metterti in condizione di farti attaccare, di far attaccare la tua redazione. Devi rimanere libero. Servirebbe una riflessione su questo”.
Non ha problemi, infine, a manifestare il suo dissenso al governo e con esso quello della sua testata, La7: “È l’unica rete che critica chi sta al potere. Non mi piace questo governo. Ma lo critico con i miei editoriali, con le inchieste. Non sono un arbitro. Dopodiché a destra se fai il tuo mestiere ti dicono: ‘Candidati!’. Eh, no. Io faccio un altro lavoro”.




