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Le due parole da non dire mai davanti alla Piccolotti

di Claudio Brigliadorimartedì 15 settembre 2026
Le due parole da non dire mai davanti alla Piccolotti

2' di lettura

Non nominare Bella ciao invano, perlomeno alla presenza di Elisabetta Piccolotti. La scena, a suo modo, è quasi comica. Pina Picierno, europarlamentare fuoriuscita dal Partito democratico per finire con Carlo Calenda in Azione, è collegata con Tommaso Labate a Realpolitik, il talk politico di Rete 4 che va in onda dal venerdì alla domenica in access prime time.

In studio c'è invece la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra, assai attiva dal punto di vista televisivo. Lady Fratoianni sta praticamente vivendo questo inizio di settembre sempre sotto i riflettori e davanti a una telecamera.

La Picierno per mesi è stata una voce assai critica contro la linea imposta da Elly Schlein e adottata da tutto il centrosinistra, in particolare in materia di Ucraina.
«Quando Giuseppe Conte nel corso di una manifestazione del Campo Largo dice che si sta costruendo la minaccia russa per costringerci al riarmo - attacca nuovamente -, utilizza uno degli argomenti fondamentali della disinformazione putiniana. Che lo faccia senza essere contestato dagli altri idei del Campo Largo racconta precisamente cosa purtroppo il Campo Largo è diventato, cioè molto lontano dal centrosinistra nel quale io ho creduto». Piccolotti, fin qui, si trattiene o comunque sembra abbozzare: ascolta in silenzio, lo sguardo fisso nel vuoto. Forse prova un pizzico d’imbarazzo per le parole della ex compagna di coalizione. Pochi secondi dopo, però, il suo aplomb crollerà rovinosamente.

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«Io sono una socialista liberale, una progressista liberale, ma purtroppo la mia casa non può essere un Campo Largo che non riesce più a distinguere la lotta di un popolo per la democrazia e per la libertà», sottolinea Picierno. Piccolotti inizia a scuotere il capo, sempre più insofferente. «La lotta di un popolo che si difende da un’invasione brutale - continua Pina -. Io sono cresciuta cantando Bella Ciao, sono cresciuta ricordando la resistenza dei nostri partigiani». Questo è troppo: alla parola Bella ciao Piccolotti esplode, sbuffa, lo sguardo si fa di fuoco, come se a parlare fosse stata un’esponente di Fratelli d’Italia o della Lega.
Invece, è una ex dem, che conclude: «Ci ricordiamo quella del passato, non riconosciamo quella di oggi e questo è un fatto particolarmente grave e particolarmente inaccettabile per chi lotta per la democrazia e per la libertà».

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