Le reazioni di esponenti politici, intellettuali e magistrati di fronte agli episodi di violenza e saccheggi avvenuti a Milano mettono in luce la complicità culturale di una parte della classe dirigente. Giustificare o ridimensionare tali atti addossandone la colpa al governo o alle forze dell'ordine rivela un grave cortocircuito morale e un'evidente incapacità di difendere la legalità. L’analisi di Alessandro Sallusti.




