Lucia Annunziata festeggia i risultati del Midterm, ma non manca di suonare la sveglia alla sinistra italiana. "La sconfitta di Trump è un tonfo che riempie di sollievo. Il Re di Washington ha pagato in una volta sola tutte le sue scelte politiche. Ma a catturare la mia attenzione in questo giro elettorale non è stato chi ha vinto queste elezioni, ma come sono state vinte". Per l'europarlamentare del Partito Democratico, "i Democratici hanno fatto emergere una classe dirigente nuova, più giovane, multietnica, molto spostata a sinistra. E forse lo hanno fatto persino senza volerlo. Perché il cuore del partito continua a guardare a Kamala Harris, ai candidati di sempre, a una politica che fatica a uscire dai propri schemi. Intanto, fuori da quel mondo che si è già più volte accartocciato su sé stesso, è cresciuta un'altra generazione".
E ancora: "Questa nuova classe dirigente non ha vinto nascondendo le proprie idee. E non ha cercato di somigliare ai repubblicani per conquistare qualche voto in più. Ha fatto politica, ha organizzato consenso, ha parlato a persone che non si sentivano più rappresentate".
Ecco allora che il ragionamento di Annunziata, riportato dall'Adnkronos, si focalizza sul Pd: "Quella nuova classe dirigente americana somiglia, per molti versi, al partito che Elly Schlein vorrebbe costruire. Più giovane, più plurale, con un'identità progressista chiara. La differenza è che in Italia fatichiamo ancora a trasformare questa identità in un rapporto forte con la classe media, con il lavoro, con le condizioni materiali di chi vive nelle nostre città e nelle nostre periferie". "E allora forse la domanda è sbagliata. Non si tratta di decidere se la sinistra debba essere più moderata o più radicale. Si tratta di capire chi rappresenta, e se è ancora capace di parlare alla maggioranza delle persone, invece di inseguire una collocazione politica che, a forza di cercarla rischia di diventare un luogo solo immaginario".




