"Mi è stato fatto sapere che la mia presenza alla presentazione del libro di Sigfrido Ranucci non sarebbe opportuna. Ma la dignità non si concede su invito". Lo afferma Maria Rosaria Boccia in un comunicato nel quale attacca Alessandra Caldoro, organizzatrice dell'incontro in programma il 15 novembre al Museo Filangieri di Napoli per la presentazione del volume 'Il ritorno della casta. Assalto alla giustizia'. Secondo quanto riferisce Boccia, Caldoro avrebbe chiesto a una sua amica di comunicarle che la partecipazione all'evento sarebbe stata inopportuna a causa del procedimento giudiziario che coinvolge la stessa Boccia e il giornalista Carlo Tarallo.
"Essere coinvolti in un procedimento giudiziario non significa essere colpevoli, né perdere il diritto di partecipare a un evento pubblico", sottolinea Boccia, ricordando che il 3 dicembre è fissata a Roma l'udienza predibattimentale relativa alla diffusione di alcuni contenuti audio. Ampio spazio nella dichiarazione è dedicato al rapporto personale con Ranucci, definito "un amico" che le è stato vicino nei momenti più difficili, manifestandole solidarietà anche con una visita a Pompei. "Domenica sarò al Museo Filangieri per ascoltare Sigfrido e sostenerlo. Non ho bisogno di una poltrona riservata in prima fila", annuncia Boccia, concludendo con un messaggio rivolto a Caldoro: "Puoi decidere dove sistemare le sedie. Non puoi decidere dove devono stare i sentimenti, la dignità e la lealtà delle persone".




