Report è pronto a tornare. Domenica 8 novembre, fra due giorni, in prima serata su Rai3 si riaccenderanno i riflettori negli studi della trasmissione d’inchiesta che ha reso bollente l’estate della redazione e del direttore di Rai Approfondimento, Paolo Corsini, ieri accanto a Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi, i nuovi conduttori, a celebrare l’inizio di stagione di un programma che è patrimonio del servizio pubblico dal lontano 1997, quando alla guida c’era Milena Gabbaneli. Tra le principali novità annunciate, sempre in stile “assemblea permanente”, la creazione di un nuovo organismo: il Red Team. «Questa è una nostra idea, con cui ci siamo voluti “far del male” per far sì che ogni cosa sia più che verificata» hanno spiegato i due neoconduttori. «Si tratta di un gruppo di verifica interna. Sarà formato da tre giornalisti con l’incarico di controllare la veridicità e l’autenticità dei contenuti del programma, servizio per servizio, fotogramma per fotogramma. Una sorta di vero e proprio “fact checking” del materiale creato e coordinato dai principali autori, Giulio Valesini e Bernardo Iovene, e dagli inviati di Report».
Questo è ciò che sarà. Ma poi tutto, com’era inevitabile che fosse, si è spostato sul passato. Perché se il caso Report si è fatto epico, il merito o la colpa, è davvero solo di Sigfrido Ranucci. Sarà per il nome wagneriano o per le pose da romanzesco tombeur de femme, fatto sta che il nostro è diventato negli anni un tutt’uno con la sua trasmissione. E la squadra, sì va bene, ma Report era lui. Lo pensava e lo pensa egli stesso, come molta parte del pubblico, almeno sui social. Tanto che il “collettivo” che di fatto l’ha disarcionato non riesce a fare comunque a meno di difenderlo. Provano a non nominarlo per metà conferenza stampa. Ma quando le domande si fanno incalzanti si schierano come scolaretti, sperando ancora in una benedizione e in un sostegno dell’ex capo che invece proprio non arriverà. Piange commossa Claudia Di Pasquale, ripensando alla possente rassegna stampa a tema che ha reso la loro estate parole sue - orribile. Per colpa, chiaramente, delle peripezie di Sigfrido che ora, però, è convintamente alla guida del vascello pirata di Spotlight su RaiNews24 che, nel Ranucci-pensiero, oggi è l’unico progetto a meritare davvero il suo sostegno.
Metodo Report e metodo Libero
Domenica riparte Report epurato dal suo conduttore storico Sigfrido Ranucci messo da parte dalla Rai per manifesta incom...Tuttavia a Report la manona di Sigfrido ci sarà ancora a lungo. Almeno venti inchieste commissionate da lui ma soprattutto il modo di fare giornalismo e intendere le inchieste in maniera pressoché autoreferenziale. Per la serie: le domande possiamo porle solo noi. Tanto che, sebbene loro stessi abbiano annunciato come prima inchiesta il ritorno sul caso Lavitola, dopo poche osservazioni e domande dei colleghi sul tema scottante, perdono la pazienza.
Torna il nuovo Report e indaga su Lavitola
Il nuovo Report è pronto a ripartire. Con la sigla delle origini (palese omaggio a Milena Gabanelli) e il coltell...In particolare prendendo di mira Libero che ha chiesto solo, ai nuovi conduttori, se sapessero che cosa ci facesse Lavitola in redazione. Nessuna risposta. Solo una generica garanzia di indipendenza nella realizzazione delle inchieste. «Dei rapporti di Lavitola con Ranucci non parleremo» ha detto la Di Pasquale. «Quando ci saranno delle novità, valuteremo se parlarne». Del resto, ha garantito, «nulla sapevamo dei loro rapporti. Sapevamo che poteva essere una sua fonte sì, ma non eravamo a conoscenza di questa amicizia così forte. Non siamo mai stati condizionati da Lavitola, nessuno di noi inviati, nessuna nostra inchiesta. Figurarsi che ho letto addirittura di riunioni di redazione in sua presenza...». Mai avvenute, sostiene con fermezza. E poi rivendica: «Da inviata io sono sempre stata libera di lavorare qua dentro» ha concluso la Di Pasquale. Più dura la reprimenda contro il nostro giornale da parte di un altro inviato, Danilo Procaccianti, che si alza per prendere specificamente la parola e sparare a zero. «Qual è il metodo Report? È semplicemente il metodo di una squadra assolutamente indipendente che in trent’anni non ha subito una condanna per diffamazione, a differenza del suo direttore» ha detto guardando negli occhi il cronista di Libero chiudendo poi l’invettiva con un: «Forse siete invidiosi della nostra libertà».




