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Monti ora gela Bersani:"Con voi nulla da spartire"e vuole querelare Giannino

Bersani e Monti

Il premier non sa più che fare per portare voti al suo mulino. Attacca Silvio, vuole la testa del leader di Fermare il declino e scarica pure il Pd. Ormai è allo sbando

Ignazio Stagno
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Mario Monti è un fiume in piena. Sente vicino l'appuntamento elettorale e la paura di perdere lo strangola. Così intervistato a La7 il Prof ha fatto chiarezza su tutto ed ha lanciato alcuni avvertimenti. Il più pesante a Bersani e a Vendola: "Io non ho e non avrò niente in comune con questa coalizione di sinistra". Poi Monti è tornato a chiedere il confronto televisivo con gli altri due candidati premier: "Non possiamo trattare i cittadini italiani come dei minorati. Mi sembra che tutti loro stiano in un modo o nell'altro deludendo le aspettative e l'interesse legittimo degli italiani. È troppo facile raccontare la propria storia, bisogna comparare e discutere pacatamente. Non è possibile trattare gli italiani come dei minorati".  Attacco al Cav - Monti non si frema qui. Dà pure del "fifone" a Berlusconi: "Non capisco perchè Berlusconi, che  usa espressioni non simpatiche nei miei confronti, non vuole un   confronto televisivo con me: eppure dovrebbe essergli facile distruggermi, specie tre mesi dopo avermi offerto la guida dei moderati italiani. Immagino che avrà un particolare timore a confrontarsi con me". Il Prof ormai ha perso la sua freddezza e sugli ultimi vent'anni di storia italiana parla anche di "vacche": "Molte pagine sporche della Repubblica italiana sono state scritte in 20 anni di finte vacche grasse”.  Calamità - Poi arriva l'appello: "Io voglio essere una calamità per il bipolarismo che non ha portato l'Italia a prendere le decisioni giuste nei tempi giusti. E non avrei niente in  contrario a diventare la calamita per chi non si ritrovasse più nei rispettivi poli. Ma questo è già avvenuto". Monti querela Giannino - Infine Monti si toglie qualche sassolino dalle scarpe e regola i conti con il leader di Fare per Fermare il declino, Oscar Giannino, che lo aveva accusato di essere salito in politica solo per difender gli interessi della Fiat: "Se non fossimo in campagna elettorale, e queste cose dovessero essere prese sul serio, partirebbero azioni penali, con l'aggravante di chi essendo persona colta e preparata fa queste affermazioni diffamanti". Monti insiste severo: "Lei ha una mente fantasiosa" e ha detto parole "gravemente diffamanti. Lei ha scritto che io ho un conflitto di interessi molto più granda di Berlusconi perchè avrei interessi legati alla Fiat. Lo ritiri. Sono sicuro che un uomo intelligente come lei ha capito che non deve piu ripetere tali sciocchezze". Giannino precisa il senso di quanto aveva scritto, spiegando che "il presidente Obama è molto interessato alla vicenda Fiat-Chrysler" e che il conflitto di interessi "riguarda altri candidati di Scelta Civica".

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