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Da settembre a dicembre: il trimestre di fuoco di Silvio Ecco il calendario del Cav

Silvio alla resa dei conti: visto da Benny

Lucia Esposito
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Da settembre a dicembre: un trimestre caldissimo per Silvio Berlusconi (e quindi per il governo delle larghe intese) sia da un punto di vista giudiziario che da quello politico. Nel vertice che si è svolto ieri, giovedì 21 agosto, ad Arcore tra l'ex premier e Angelino Alfano è apparso evidente il desiderio di Silvio di ribaltare il tavolo, Angelino però gli ha sollevato una considerazione: se cade il governo, non sarà abolita l'Imu. Una motivazione, insieme all'osservazione che Giorgio Napolitano non scioglierà le Camere ma affiderà un altro incarico a Enrico Letta. che pare abbia almeno per ora frenato il Cav.  Per lui  sono giorni di fuoco sia umanamente che politicamente. Delusione, amarezza e anche tanta incertezza. La sua vita da qui ai prossimi tre mesi è scandita da scadenze che si susseguono, decisioni da prendere, atti da fare. Andiamo con ordine:  5 settembre Il Consiglio superiore della Magistratura si occuperà del caso del presidente della sezione feriale della Corte di Cassazione Antonio Esposito e della sua controversa intervista al Mattino  9 settembre La Giunta per elezioni del Senato comincia ad esaminare la questione della decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Poi ci sarà il voto ma la sua è solo un'indicazione perché il voto decisivo spetterà all'Aula di Palazzo Madama.  15 settembre Da questa data l'ex premier ha un mese per comunicare al Tribunale l'intenzione di chiedere l'affidamento ai servizi sociali 15 ottobre Se il giudice non riceve la richiesta di affidamento ai servizi socialli, il Tribunale di Sorveglianza applicherà d'ufficio la misura degli arresti domiciliari Metà ottobre Il Senato dovrebbe votare sulla decadenza di Berlusconi e, se almeno venti sentatori, dovessero chiederlo, il voto sarà segreto Entro la fine di ottobre A Napoli il Gip deve decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di Berlusconi per l'inchiesta sulla presunta compravendita dei senatori Marzo Per la prossima primavera è attesa la sentenza d'Appello sul processo Ruby. In primo grado il Tribunale di Milano ha condannato il Cavaliere a sette anni di reclusione più l'interdizione perpetua dai pubblici uffici Entro la fine di marzo: Sarà arrivata la decisione della Corte d'Appello e della Cassazione sul ricalcolo della pena accessoria relativa alla condanna per frode fiscale che è stata comminata a Silvio Berlusconi dalla Suprema Corte lo scorso primo agosto. L'interdizione dai pubblici uffici potrebbe durare da uno a tre anni. Silvio Berlusconi, in questo caso, non potrebbe più votare né essere votato e quindi nel caso in cui fosse stato salvato dall'Aula perderebbe il seggio al Senato anche se è comunque previsto il voto di Palazzo Madama.    Le vie d'uscita Ma sulla strada tortuosa del Cavaliere, ci sono tre possibili vie d'uscita. Amnistia E' una strada che ieri, giovedì 22 agosto hanno indicato sia il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri che quello della Difesa Mario Mauro. Una strada possibile che, a differenza dell'indulto che estingue la pena, ha il vantaggio di estinguere il reato. Tuttavia è un percorso ma molto difficile da seguire (non a caso l'ultima amnistia risale al 1990) in quanto è necessario il voto a maggioranza qualificata pari a due terzi dei parlamentari. L'indulto condona solo in parte la pena ma ha lo svantaggio di non estingere le pene accessorie e quindi l'interdizione dai pubblici uffici: in sostanza con l'indulto Berlusconi sarebbe comunque incandidabile e perderebbe il seggio al Senato. La grazia potrebbe essere concessa dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano purché venga richiesta. Ma Berlusconi ha eslcuso che ciò accasa: la grazia commuterebbe in tutto o in parte la pena o potrebbe commutarla in una multa.     

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