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Matteo Salvini, il retroscena sulla pre-crisi: "Due strade davanti". Pubblica umiliazione per Conte e Di Maio

Giulio Bucchi
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"Vorrei sapere cosa gli sta saltando in mente. Hanno deciso di aprire una crisi in piena campagna elettorale?". Matteo Salvini è rimasto senza parole di fronte alla "follia" del Movimento 5 Stelle e del premier Giuseppe Conte sul sottosegretario  Armando Siri. Da Budapest, prima del ritorno in Italia, il retroscena di Repubblica descrive un Salvini fuori di sé per la "imboscata" degli alleati e del premier che ormai "a loro risponde". Leggi anche: "I cittadini devono capire che...": Di Maio, altro che pace: come sputa su Salvini Il clima in vista del Consiglio dei ministri che dovrà ratificare l'allontanamento di Siri, indagato per corruzione (sempre che lo stesso non risolva la grana prima dimettendosi) è rovente, tra sospetti e veleni. La domanda è una sola: che faranno gli uomini di Salvini? Apriranno una crisi? Se davvero si arriverà allo showdown del voto in Consiglio dei ministri, spiega Repubblica, Salvini ha in mente due strade, "entrambi percorsi di guerra, rischiosi per la sopravvivenza del governo gialloverde": o "disertare palesemente il CdM, lasciando la scena e la decisione ai soli 5 stelle", oppure "abbandonare la riunione del governo, se il presidente del Consiglio anche dopo il dibattito dovesse insistere imponendo una votazione su un suo decreto di espulsione" di Siri. In ogni caso, è evidente, "uno scenario di profonda rottura, da pre-crisi" a due sole settimane dalle Europee.

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