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Matteo Salvini e la Russia, "un suicidio, colossale errore politico". Il leghista Cè, accusa devastante

Giulio Bucchi
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"Servo sciocco di due padroni". A definire così Matteo Salvini non è un grillino o uno del Pd, ma Alessandro Cè, leghista della prima ora. L'ex assessore alla Sanità in Regione Lombardia e fondatore di "Lombardi verso Nord", intervistato dal Fatto quotidiano, commenta la vicenda Metropol e dei presunti fondi russi alla lega con durezza. La vicinanza di Salvini a Vladimir Putin, spiega l'ex deputato, è "un suicidio. Può pagare nell'immediato ma è un colossale errore politico e strategico. Significa abbandonare ogni visione e attitudine democratica. Accadono cose molto misteriose e gravi a giornalisti e leader dell'opposizione in Russia. Questo legame, dal mio punto di vista, è devastante per la collocazione dell'Italia a livello europeo". Leggi anche: "Gli italiani vogliono Salvini-Putin". Risso e Swg, sondaggio sulla Lega: numeri impensabili "Essere accondiscendente con Trump e contemporaneamente entrare in così stretta sintonia con governi di stampo totalitaristico - continua ancora Cè - è di fatto una scelta di politica estera disastrosa che scaraventa l'Italia fuori dall'Europa. Essere dalla parte degli Stati del patto di Visegrad - che di fatto non sono interessati all' Europa - dimostra insipienza politica. Il federalismo non passa da una svolta nazionalista".

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