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Bruno Vespa: "Massacro o umiliazione", Luigi Di Maio sconfitto da Matteo Salvini è a un bivio

di Cristina Agostinidomenica 2 giugno 2019
Bruno Vespa: "Massacro o umiliazione", Luigi Di Maio sconfitto da Matteo Salvini è a un bivio

2' di lettura

Lo sa per certo Bruno Vespa: "Se Matteo Salvini avesse potuto, avrebbe tolto tre punti alla Lega per darli ai Cinque Stelle. Undici punti di distacco (31 a 20) sono un'enormità faticosamente gestibile. Ma quattordici (34 a 17) sono la bomba di Hiroshima". Non solo. Scrive il direttore di Porta a porta sul Giorno che come insegna la storia, "i ribaltamenti di potere" possono essere penosi. Come nel 327 avanti Cristo quando "i romani sconfissero i sanniti e imposero sanzioni particolarmente pesanti, una roba tipo le dimissioni di Siri. I sanniti abbozzarono, ma la loro vendetta fu tremenda". Ricorda Vespa che "tesero una trappola all'esercito romano bloccando ventimila uomini nelle gole di Caudio" e "per evitare l'annientamento, i romani disarmati dovettero umiliarsi fino a passare nudi sotto un giogo (le Forche caudine)". Leggi anche: "Ha le p*** piene di Salvini". Fonti grilline a Palazzo Chigi: Conte-Di Maio, gioco sporco Insomma, si chiede Vespa, "quanto sarà duro il prezzo della sconfitta" dei grillini? "Nei primi giorni dopo la vittoria, Salvini si è comportato con la magnanimità dei romani che, sconfitto l'esercito iberico, gli tributò l'onore delle armi. Ma col passar dei giorni, i sonni grillini sono agitati ora dall'incubo delle Forche caudine, ora dalla spada di Brenno". Luigi Di Maio ha detto che la lettera di risposta ai rilievi della Commissione europea sul debito italiano "è stata scritta dalla Lega e dal ministro Tria, riducendo Reddito di cittadinanza, quota 100 e altre spese sociali per far quadrare i conti. Lui , dice, non ne sapeva niente. Può esser nato di soppiatto un altro governo?". No, è la risposta che si dà Vespa, "perché è vero che la Lega conosceva i contenuti della lettera, ma sapeva che la bozza sarebbe stata discussa anche con i 5 Stelle ed è impensabile che il presidente del Consiglio non ne fosse informato". Il problema "è che Di Maio e Salvini non si parlano e il capo dei 5 Stelle non si fida del ministro dell'Economia". E ora si deve discutere di Flat tax, autonomia, Tav, rimpasto di governo. "I grillini si sentono come i romani nelle gole di Caudio: o il massacro della crisi o l'umiliazione delle Forche".