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Governo, il voto M5s sul contratto manda a casa Luigi Di Maio: perché deve farsi da parte

di Gino Coaladomenica 20 maggio 2018
1' di lettura

Con il voto sul contratto di governo sulla piattaforma Rousseau in stile nordcoreano, gli iscritti del Movimento Cinque Stelle hanno detto chiaro e tondo a Luigi Di Maio che di lui non sanno più che farsene. A fine giornata, dopo aver registrato il 94% dei consensi per l'accordo di programma con la Lega, Giggino si sprecava in lunghe dirette su Facebook con le quali rivendicava i contenuti del documento ancora da sottoscrivere con i leghisti. Leggi anche: La farsa del voto grillino: 94% vota sì al contratto (ma sono quattro gatti) Proprio elencando i temi che faranno l'ossatura del programma del prossimo governo, Di Maio sembrava quasi cercare di convincere se stesso che quel papocchio fosse cosa buona e giusta. Come sottolinea Repubblica, però, man mano che se ne convinceva, il grillino realizzava anche se quelle carte, frutto di lunga e faticosa mediazione, non potevano vederlo anche salire a palazzo Chigi. La rinuncia alla presidenza del Consiglio è ormai un dato di fatto, Di Maio dovrà far spazio a un nome terzo, sempre se non vuol rompere con Matteo Salvini a un passo dal traguardo.