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Legge elettorale, primo problema per Renzi: "No al Salva-Lega"

La Commissione Affari costituzionali della Camera non trova l'accordo: Pd (a maggioranza bersaniana) contro il Carroccio, grana per l'Italicum
di Giulio Bucchidomenica 26 gennaio 2014
1' di lettura

Matteo Renzi ha vinto la battaglia con Gianni Cuperlo, ma ora in Commissione Affari Costituzionali della Camera lo attende un vero e proprio Vietnam. Come anticipato da una sibillina Rosy Bindi, il percorso per l'approvazione della legge elettorale messa a punto con Silvio Berlusconi sarà lungo e accidentato. Un po' perché in commissione i renziani sono in minoranza, un po' perché le insidie si nascondono ovunque. Per esempio, la norma "salva Lega", osteggiata dal Pd e dai partiti piccolo ma "non territoriali", come il Carroccio, appunto. La norma è una "clausola di garanzia" per le "aggregazioni interregionali" ispirata a un comma del Porcellum: lo sbarramento del 5% per i partiti in coalizione avrebbe una deroga per quei movimenti in grado di superare il 10% in almeno tre regioni. Salvini: "Non abbiamo bisogno di aiuti" - Respingendola, il deputato dem Francesco Sanna ha irriso i colleghi leghisti col gesto del marameo: "La Padania non esiste". E così la commissione ha sospeso i lavori, rinviando la discussione alla seduta serale. "Avviso ai dis-informatori di professione - ha replicato il segretario della Lega Matteo Salvini -. La Lega non ha bisogno di aiutini o leggi elettorali fatte su misura: il consenso lo chiediamo ai cittadini, alla luce del sole, non con accordi o accordini salva-Lega". 

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