Cagliari, 18 gen. - (Adnkronos) - L'impugnazione del Piano paesaggistico sardo da parte del governo diventa terreno di scontro nella campagna elettorale per le regionali del 16 febbraio prossimo. Parte all'attacco Pietro Pittalis, capogruppo di FI in consiglio regionale, che giudica l'atto del Governo Letta "un gioco di sponda ai nostalgici dell'ipocrisia soriana: quella dei cementificatori travestiti da ambientalisti, delle intese che consentivano a pochi Vip di colare migliaia e migliaia di metri cubi di cemento sulle coste". "É sconcertante che, pur di far passare la propria linea politica, i capi bastone della sinistra, siano disposti a tollerare un intervento calato dall'alto e una palese violazione dell'Autonomia. I sardi hanno ancora vivo il ricordo della passata stagione politica e non di faranno ingannare dall'abile propaganda di una sinistra che racconta una realtà diversa da quella che tutti vivono nel quotidiano". Immediata la replica di Silvio Lai, segretario regionale dei dem sardi: "Il ricorso presentato dal governo al Piano è la naturale conseguenza del percorso demagogico/elettorale che ha portato all'approvazione del piano. Cappellacci e la sua maggioranza sapevano benissimo di creare uno strumento privo di efficacia e che non vedrà mai la luce. Lo sapevano così come sanno che la loro zona franca é un bluff, così come sapevano che l'abolizione delle province e la loro riforma non sarebbe mai arrivata a compimento ma erano solo ed esclusivamente un inutile contentino ai riformatori. La reazione di Cappellacci e del portavoce Pittalis - conclude Lai -è la solita commedia che si ripete ogni qual volta si svelano le loro bugie elettorali".




