Farlo tornare oppure no? Forza Italia si spacca su un probabile ritorno di Angelino tra gli azzurri nel caso in cui si vada al voto anticipato e Alfano decidesse di staccare la spina a Letta. Ma a quanto pare l'ipotesi di un ritorno a "casa" dell'ex segretario del Pd non fa fare salti di gioia ai forzisti. Il partito di fatto è spaccato. Va detto che il Mattinale, la nota politica quotidiana del gruppo di FI alla Camera, redatta da Renato Brunetta, da tempo "chiama" Alfano per un ritorno, ma finora Angelino non ha risposto. Il Cav ci pensa - Secondo alcune indiscrezioni anche il Cav starebbe pensando di convincere Angelino ad entrare in Forza Italia. Come racconta il Giornale, Maurizio Gasparri nei giorni scorsi ha sentitio il Cav e avrebbe raccontato: "Ho sentito Berlusconi a Capodanno, per gli auguri, mi ha chiesto un parere su Alfano. Significa che ci sta pensando". Insomma a quanto pare l'idea di un ritorno dopo due mesi dalla scissione comincia a circolare tra Arcore e palazzo Grazioli. Ma lo stesso Gasparri avverte: "Sì può, e sarebbe positivo perché il centrodestra vince unito, ma prima ci dev'essere un ravvedimento operoso, l'ammissione di aver fatto un errore, che questo totem del "centrodestra presentabile" perché deberlusconizzato è una fesseria. Ma temo ci sia troppo orgoglio per ammetterlo". Ed è su questo punto che il partito si spacca. Alcuni aprono ad un ritorno soft, altri, i "duri e puri", i falchi della prima ora invece non accettano alcuna ipotesi di un Alfano in Forza Italia. La strada per il ritorno - Augusto minzolini prova a tracciare la strada per il ritorno: "La condizione vera per tornare insieme è quella. Non servono umiliazioni, non serve che Alfano si cosparga il capo di cenere e dica "Silvio, mi pento". Deve staccare la spina al governo, prendere atto che è un esecutivo che non ha più credibilità tra gli italiani, ma deve farlo subito, non tra un anno. Tra un anno un'alleanza con lui, dopo che ha fatto la stampella del Pd, diventerebbe difficile da far capire agli elettori di Forza italia. Anzi, non avrebbe proprio senso, rischiamo che molti voti finiscano nelle braccia di Grillo". Il no dei falchi - Ma i falchi non accettano nessuna road map per il rientro e continuano a "sparare" su Angelino: "Un conto è un'alleanza, altro conto è far rientrare Alfano - dice Michaela Biancofiore, ex sottosegretario - la nostra base, le piazze e i club di Forza Italia, lo identificano come uno che ha tradito Berlusconi, che gli aveva dato tutto. Non ha alcuna credibilità tra la nostra gente. Si è consegnato a Letta senza porre condizioni". Contrario ad una reunion con Angelino anche Galan: "Un rientro di Alfano? Ammetta il tentato parricidio, ammetta il fallimento e torni pure a casa. Ma rientra come un figlio che ha cercato di accaparrarsi l'eredità del padre, trattato come un de cuius. Torna, stai lì e ricomincia. Sa, uno nella vita si gioca le sue carte, e non ti tornano mai le stesse se le giochi male...", racconta a Il Giornale. Lo spiraglio - Ma qualche colomba è già a lavoro per il ritorno del figliol prodigo. E il pacifista di turno è il senatore Altiero Matteoli: "I partiti devono sempre tenere la porta aperta, figuriamoci nei confronti che di chi ne faceva parte". Ma con delle condizioni: "Basta che Alfano e gli altri riconoscano la leadership di Berlusconi e che Forza italia sia il punto di riferimento del centrodestra".




