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Ballarò, Giannini intervista Maria Elena Boschi: "Bersani e D'Alema si devono adeguare"

di Giulio Bucchimartedì 30 settembre 2014
3' di lettura

"Ogni volta che parla D'Alema, io guadagno consensi". La seconda puntata di Ballarò si apre con un Matteo Renzi sornione e gongolante per la vittoria (parziale) in direzione Pd sulla riforma del lavoro e l'articolo 18. E in parte lo confermano anche i sondaggi di Alessandra Ghisleri, secondo cui la fiducia nel premier è cresciuta nelle ultime ore dello 0,3%, raggiungendo la ragguardevole cifra del 49,1 per cento. La prima ora del programma condotto dall'ex vicedirettore di Repubblica Massimo Giannini è interamente dedicata all'ala renziana dei democratici, perché in studio arriva il volto leggero e sorridente dell'esecutivo. Di rosso vestita, capo spesso inclinato, occhioni serrati, il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi si siede davanti al conduttore e sciorina una serie di risposte "telefonate". Quando finisce all'angolo, se la cava con una smorfia e qualche parola tentennante. "L'Italia è un paese bello" - Si parte dal matrimonio di Marco Carrai, amico imprenditore di Renzi che sabato a Firenze ha ospitato il gotha del potere italiano. "Sono stata invitata anch'io ma ero fuori per il weekend", svicola la Boschi un po' in imbarazzo. Quando si parla di gufi e professionisti della tartina, ecco il primo sorriso: "Luna di miele finita? Ce lo ripetono da 7 mesi, e intanto abbiamo preso il 41% alle europee, abbiamo fatto riforme: giustizia, pubblica amministrazione, 80 euro. Tra i cittadini io noto molto affetto". Sulle riforme, assicura il ministro, il governo "ha rispettato tutti i tempi che c'eravamo dati. Legge elettorale a marzo, pubblica amministrazione in primavera, e a giugno provvedimento normativo sul lavoro di cui metà è già legge e metà è in discussione al Senato". Il climax dell'intervista di un Giannini "alla Floris" (morbido, cautamente critico) si raggiunge quando alla Boschi viene chiesto delle difficoltà nel gestire una situazione che tra economia e disoccupazione resta gravissima: "L'Italia è un paese complicato ma molto bello (sic), con noi c'è stata un'inversione di tendenza con 32mila posti di lavoro in più". E pazienza se il Pil nel 2014 chiuderà a -0,3% in recessione ("Ma abbiamo arrestato la caduta libera) e la disoccupazione giovanile non accenna a diminuire. "Parla proprio D'Alema?" - La Boschi tira fuori le unghie quando c'è da parlare di Pd e rapporti con la minoranza rumorosa. Bersani, per esempio, ha accusato i renziani di usare il "metodo Boffo". "Io rispetto Pier Luigi e D'Alema, abbiamo dibattiti democratici interni. Però poi sappiamo prendere decisioni, loro sono in netta minoranza. E nella ditta non si può pretendere obbedienza quando si comanda e anarchia quando si è in minoranza". L'auspicio della Boschi è che alla fine, in aula, prevalga la "democrazia interna". In altre parole: la minoranza si deve adeguare, altrimenti sono guai. D'Alema ha accusato il premier di essere "istruito" da Silvio Berlusconi, con cui ha stretto il celeberrimo Patto del Nazareno: "Che l'accusa venga da D'Alema, che con Berlusconi ha fatto una Bicamerale, mi pare curioso. Il governo non è schiavo di nessuno e di nessun potere forte, è amico dei cittadini". Altro colpo di classe. E gli applausi più sentiti tra i telespettatori a casa, forse, scattano quando la Boschi annuncia: "Tra 10 anni non credo che sarò più ministro, proverò a fare l'avvocato".