Una mattina mi son svegliato e la ragione ho ritrovato. La Repubblica apre finalmente gli occhi sul governo delle poltrone, che non ha altro obiettivo se non quello di impedire a Matteo Salvini e alleati di prendere in mano l'esecutivo tramite le elezioni. "E bravo governo - commenta il direttore Carlo Verdelli - sembra deciso che farà melina fino a dopo il voto in Emilia Romagna. Di fatto, quasi un mese di stallo. L'ideale per un Paese fragile ed esposto a rischi economici, escluso dai tavoli delle crisi internazionali, sostanzialmente depresso". Per approfondire leggi anche: Pd-M5s, più di un'alleanza Qualche lettore gli fa notare che il suo giornale contribuisce quotidianamente a tenere in vita un esecutivo senza capo né coda, ma ormai il giochino dei rinvii è stato mascherato. La nuova agenda di governo arriverà soltanto dopo le regionali in Emilia Romagna e Calabria, anche perché un'eventuale storica sconfitta in Emilia Romagna potrebbe far venire meno le condizioni per andare avanti con l'alleanza Pd-M5s. Il premier Giuseppe Conte ha dettato la linea attendista, Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio si sono accodati, spostando l'attenzione dai problemi del Paese a quelli dei loro partiti. Il Pd sarà in ritiro in un'abbazia in provincia di Rieti il 13 e il 14 gennaio, mentre il M5s continua a perdere pezzi e presto potrebbe subire il colpo di grazia con le eventuali espulsioni dei morosi per la questione rimborsi. Intanto davanti a un caffè i due leader dell'alleanza giallorossa avrebbero trovato un accordo sulla legge elettorale (sistema proporzionale con sbarramento al 5%), ma su tutto il resto è stallo. Nel video Zingaretti e Di Maio scherzano insieme al Quirinale. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev



