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Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, il retroscena: sì al proporzionale con un unico partito

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Entrambi in caso di nuova legge elettorale potrebbero scomparire. E così Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si uniscono per fermare la proposta tanto bramata dal Pd e inserita all'interno del patto di governo con il Movimento 5 Stelle. In caso di nuova legge elettorale con soglia di sbarramento al 5 per cento il leader di Italia Viva non vedrebbe il Parlamento neppure con il binocolo. Motivo, questo, che potrebbe spingere il fu rottamatore tra le braccia del Cav e insieme dar vita a un unico partito. Ma se i renziani sono tutti d'accordo nel frenare gli entusiasmi dem per la nuova legge elettorale, non si può dire lo stesso di Forza Italia che già di per sè si trova parecchio divisa. 

 

 

C'è chi, tra gli azzurri, il proporzionale non lo vuole assolutamente perché non intende correre il rischio né di spaccare il centrodestra, né di vedere il partito annientato dal voto utile. Ma c'è anche chi lo considera come un'opportunità di pesare, di poter scegliere, dopo il voto, chi appoggiare. Secondo però i più informati citati dal quotidiano di Marco Travaglio, Renzi e Berlusconi hanno già deciso: sì al sistema proporzionale con una fusione quasi obbligatoria. Un retroscena però che il leader di Forza Italia ha più volte smentito, dicendosi sempre dalla parte degli alleati di centrodestra. Una cosa però è certa: la data di approdo in Aula della legge è il 27 luglio e i tempi stringono.

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